Condizionatori: ecco come sceglierli

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764 (Sdc – mag. 2014) – Con la bella stagione alle porte, scatta la corsa all’acquisto dei condizionatori. Ma come sceglierli sicuri e di qualità?

C’è da dire che oggi i modelli in vendita sono assai più funzionali di quelli del passato, che dovevano essere istallati in modo fisso alla parete o tagliando il vetro della finestra, quindi adatti a refrigerare un solo locale. Ora esistono invece modelli che possono essere spostati da una camera all’altra come una stufa a rotelle e sono disponibili in due differenti modelli base, denominati “monoblocco” e “split”.

Il “monoblocco” è composto da un unico elemento che riunisce tutti i componenti e ha un tubo snodato che serve a convogliare l’aria calda fuori dal locale, alloggiato di solito fra i battenti di una finestra socchiusa. Lo “split” è invece composto da due elementi: il primo, da collocare all’interno dell’appartamento, contiene l’evaporatore, oltre ad un sistema di ventilazione (che convoglia l’aria calda dell’ambiente attraverso l’evaporatore, raffreddandola) ed al compressore; il secondo comprende il condensatore e il ventilatore per il raffreddamento del refrigerante. I due elementi, di cui quello esterno è decisamente più piccolo, sono collegati da una canaletta snodabile, al cui interno corrono i due tubi del circuito del gas refrigerante e un cavo elettrico; le dimensioni della canaletta sono assai ridotte -meno di 2 cm per 5- per una lunghezza di circa 2 metri. Il tubo di collegamento può essere fatto passare tra i battenti socchiusi o anche in apposite aperture realizzate nell’intelaiatura della finestra.

Il modello monoblocco è più maneggevole dal momento che si può spostare con assoluta libertà. In realtà, anche il modello split è maneggevole, a condizione che l’elemento esterno venga collocato su un balcone, dove basta appoggiarlo al pavimento. Una maggiore precauzione è richiesta, invece, quando viene collocato fuori da una finestra. Infatti, dal momento che è molto pericoloso limitarsi ad appoggiarlo al davanzale, occorre agganciarlo ad una apposita staffa preventivamente fissata al muro esterno. Quando si vuole spostare l’apparecchio occorre, quindi, staccare la spina, prendere la parte esterna e metterla nell’alloggiamento predisposto sull’elemento interno, trasportare il tutto nel locale da rinfrescare ed infine risistemare la parte esterna in modo tale che non crei pericolo.

Per quanto concerne, invece, le prestazioni, il confronto fra i due modelli è più favorevole allo split, in quanto utilizza aria esterna per raffreddare il condensatore. Inoltre, l’apertura della finestra richiesta per far passare la canaletta è decisamente ridotta rispetto a quella richiesta per far passare il “tubo di scarico” del monoblocco: in questo modo, l’ambiente è quasi isolato e, quindi, l’efficacia dell’azione refrigerante risulta maggiore. Nel complesso, i diversi modelli di condizionatori offrono gli stessi servizi. Anzi, la maggioranza dei modelli è dotata anche delle funzioni di riscaldamento e di deumidificazione e, quindi, i condizionatori possono essere considerati veri e propri impianti di climatizzazione, utilizzabili in tutte le stagioni.

Per quanto riguarda la sicurezza e il corretto funzionamento, non c’è dubbio che quelli con il marchio IMQ diano più garanzie, essendo il marchio rilasciato dopo severe prove dall’istituto delegato per legge a verificare le “regola dell’arte” negli apparecchi elettrici. Per l’istallazione occorre accertarsi che nei modelli split l’elemento esterno sia posizionato in modo sicuro e, preferibilmente, in una zona non troppo esposta al sole. In secondo luogo, il “tubo di scarico” del monoblocco o la canaletta di raccordo dello split non devono mai essere piegati in modo da formare angoli troppo stretti né devono essere schiacciati (ad esempio, fra i battenti della finestra). A tale proposito, va ricordato che fra le dotazioni dei condizionatori è di solito compreso anche uno speciale componente (una ventosa con una cordicella), da applicare sulla finestra, che serve ad impedire che questa si apra più dello stretto necessario che occorre per far passare i tubi.

Inoltre, non bisogna mai trascurare la periodica pulizia del filtro attraverso cui passa l’aria da raffreddare. Il filtro va estratto, spazzolato e lavato almeno una volta alla settimana, non solo per garantire un flusso d’aria costante, ma anche per “pulire” l’aria che si respira (il filtro, naturalmente, va reinserito solo quando è perfettamente asciutto).

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