Olio di palma: fa male alla salute?

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La pubblicazione di un mio articolo sull’olio di palma (vedi link) ha sollevato interesse e anche qualche critica; in particolare alcuni consumatori hanno detto che ho difeso l’interesse dell’industria alimentare senza pensare alla salute dei cittadini. Penso che sia opportuno fare chiarezza e ribadire quanto già scritto, cercando di scindere i vari aspetti che riguardano questo alimento.

Per quanto riguarda la composizione nutrizionale, tale olio si differenzia dagli altri grassi vegetali in quanto contiene una elevata quantità di acidi grassi saturi; quindi assomiglia molto alla composizione dei grassi animali (burro, sego, sugna, ecc.) con la differenza sostanziale che nell’olio di palma non c’è il colesterolo. In ogni caso sia l’olio di palma sia i grassi animali debbono essere assunti con moderazione proprio per evitare eccessi di acidi grassi saturi.

Questo non significa che si può eccedere nel consumo di altri grassi vegetali (olio di oliva, di girasole, di mais, di soia, ecc.) in quanto anche questi, pur essendo ricchi di acidi grassi insaturi,  hanno un equivalente valore calorico.

I grassi di origine animale (burro, strutto, ecc.) sono stati da sempre, almeno nel nostro Paese, i soli ingredienti grassi  nella preparazione artigianale e industriale dei prodotti da forno dolci e salati; in tempi relativamente recenti sono stati in gran parte sostituiti con l’olio di palma. Ciò è avvenuto sia per motivi tecnologici, sia per motivi economici.  Infatti l’olio di palma in molti casi è più facilmente “lavorabile” del burro ed è possibile ottenere degli alimenti con migliori caratteristiche organolettiche.

Il punto veramente critico è quello ambientale. In seguito alla deforestazione generale, vengono piantate le palme che hanno un’alta resa produttiva (maggiore di ogni altra pianta di produzione di grassi vegetali) ed è bene chiarire che la quantità dell’olio di palma usata dalle industrie alimentari non supera un terzo a livello globale. Sarebbe comunque opportuno che le industrie continuassero ad utilizzare sempre l’olio di palma proveniente da produzioni ecosostenibili.

Alcune aziende alimentari nelle loro lavorazioni stanno sostituendo l’olio di palma con il burro. Si tratta di misure che vengono prese per evitare contraccolpi della martellante campagna avversa all’olio di palma, ma che non portano alcun beneficio alla salute dei consumatori.

Il vantaggio può essere quello di limitare la distruzione delle foreste per fare spazio alle piantagioni di palma.

Autore: Agostino Macrì
Data: 8 aprile 2015

 

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maria patrizia marras

buon giorno
penso che la battaglia per la tutela della salute non debba mai abbassare la guardia. Nell’ambito alimentare, ma non solo, lasciare libero il produttore di usare nei prodotti confezionati quello che vuole e soprattutto quello che costa meno per lui, contribuisce in maniera forte ai danni fisici del consumatore. E’ emblematico guardarci intorno per constatare in che condizioni si sta riducendo anche la popolazione italiana, nelle spiagge è un via vai di gente obesa, che mangia ogni prodotto che gli viene proposto dalla pubblicità. La crisi economica ha inoltre fortemente contribuito all’acquisto di prodotti di bassa qualità, confezionati con materiali scadenti. Uova pastorizzate (quindi scadute e riciclate) e così il latte, le margarine, gli oli, ecc.
L’obesità avanza in maniera forte e veloce negli adulti ma soprattutto nei giovani (sui quali bisognerebbe fare un discorso a parte anche sul tipo di vita sociale e familiare che conducono) e con essa tutti le patologie connesse che determinano un forte aggravio della spesa sanitaria, non si rispetta neppure il neonato ed L’infante, anzi gli si “addestra” da piccoli a certi sapori. Credo che l’Italia debba affermare il diritto di Stato Sovrano rispetto all’Europa ed imporre i limiti all’uso di sostante dannose o perlomeno non salutari, come già sancito da nostre leggi, resistendo alle adulazioni dei produttori che con il ricatto delle difficoltà a continuare a mantenere alti livelli di occupazione, barattano la salute di tutti. Spero che questi argomenti vengano rappresentati nelle sedi opportune con forza, per fare un esempio gli unici produttori che limitano l’uso di oli scadenti che si trovano nei market per il momento sono solo due (escludendo i piccoli produttori locali che usano prodotti di qualità) la Galbusera, ma non su tutti i prodotti e la Corsini.

cordialmente

M. Patrizia Marras

Luana

Sarebbe bene che le industrie non utilizzassero più olio di palma.Potrebbe essere come dice lei che non supera un terzo a livello globale ma in italia è quasi all’80% si faccia un giro in un supermercato e legga la composizione degli alimenti, invece, di attenersi a statistiche fatte da altri.

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