Zucchero e olio di palma, nessuna preoccupazione?

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Il 17 luglio 2015, nell’ambito di Expo, l’UE ha organizzato a Milano un Convegno per discutere le prospettive della sicurezza alimentare nel 2050: la discussione era focalizzata intorno al problema di riuscire a garantire un adeguato approvvigionamento di cibo, privo di pericoli per i consumatori, salvaguardando la biodiversità, ma si è parlato anche di come scongiurare la diffusione di informazioni non adeguate, che possono avere ricadute molto negative sulla cittadinanza. A tale proposito è intervenuto il nostro esperto di sicurezza alimentare Agostino Macrì descrivendo quanto sta avvenendo in Italia a proposito dell’olio di palma e dello zucchero, sostenendo che, considerata la presenza di pareri scientifici in parte controversi, sarebbe opportuna una valutazione scientifica dell’EFSA (Autorità per la sicurezza Alimentare Europea) che finalmente dica qualcosa di definitivo in merito.
Alla domanda ha risposto il Direttore Esecutivo dell’EFSA, Bernhard Url, il quale ha spiegato che nel caso dell’olio di palma non sembrano sussistere problemi di sicurezza tali da richiedere un intervento dell’Autorità; per lo zucchero ha detto che si tratta di una questione “politico gestionale” che esula dalle competenze dell’EFSA (in poche parole non c’è da aggiungere molto al consiglio di mangiare meno zucchero).
Secondo Agostino Macrì “le risposte di Url debbono fare riflettere: sembrano confermare che l’olio di palma è un alimento sicuro al pari di altri grassi mentre rispetto allo zucchero che noi tutti conosciamo, inteso come saccarosio, questo avrebbe le stesse caratteristiche nutrizionali di altri zuccheri, come ad esempio il fruttosio contenuto nella frutta: insomma, tanto l’olio di palma che il saccarosio, se consumati in eccesso, possono contribuire allo sviluppo di patologie allo stesso modo di altri alimenti con caratteristiche nutrizionali analoghe”.
“Ecco perché, conclude Macrì, demonizzare solo alcuni ingredienti rischia di creare sconcerto tra i cittadini e, forse, nasconde qualche interesse che non ha niente a che vedere con la salute pubblica”.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 27 luglio 2015

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