Controlli alimentari

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La sicurezza e la qualità degli alimenti viene garantita da un sistema di controllo molto articolato che prevede la responsabilità primaria delle aziende alimentari che debbono mettere in atto un sistema di “autocontrollo” lungo tutta la filiera produttiva che va dal “campo alla tavola”.

Le autorità pubbliche sono incaricate di verificare mediante degli “audit” il rispetto delle misure di autocontrollo aziendali, di programmare dei piani di controllo per i diversi alimenti presenti sul mercato ed anche di ispezionare le strutture di distribuzione e di ristorazione collettiva (bar, ristoranti, mense, ecc.).

Gli autocontrolli sono “gestiti” direttamente dalle aziende che predispongono dei disciplinari di produzione, organizzano dei piani di campionamento ed effettuano le analisi necessarie avvalendosi di laboratori interni oppure affidandosi a laboratori esterni che possono essere sia privati che pubblici purché operino conformemente alle norme previste dal Regolamento CE n. 765/2008 e siano accreditati.

I controlli pubblici sono invece di competenza di strutture dipendenti dalle Regioni o dallo Stato. Nel caso di infrazioni viene spesso coinvolta anche la Magistratura. I controlli di carattere “sanitario” sono di competenza del Ministero della Salute e dei corrispondenti organi regionali e che fanno capo prevalentemente alle ASL ed ai Carabinieri NAS che coprono l’intero territorio nazionale. Altre importanti strutture sono quelle di frontiera che controllano gli alimenti e gli animali vivi di importazione.

I controlli di carattere “qualitativo” sono invece di competenza del Ministero delle Politiche agricole e Forestali che si avvale dell’Ispettorato Centrale per il controllo della qualità e repressione frodi dei prodotti alimentari, delle Capitanerie di Porto, del corpo Forestale dello Stato e dei Carabinieri del Nucleo Antifrodi Comunitarie. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio si avvale delle ARPA (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) per il controllo delle acque, ma anche di altri alimenti.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze svolge controlli fiscali attraverso l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza. Esistono poi delle attività di controllo su aziende artigianali, esercizi commerciali, luoghi di ristorazione, che vengono esercitate anche da organi di polizia locale. I campioni di alimenti che vengono prelevati dalle varie strutture sopra elencate, vengono analizzate da laboratori pubblici che a loro volta afferiscono alle strutture Regionali e/o ai differenti Ministeri. In ogni caso, anche i Laboratori Pubblici debbono operare in conformità a quanto previsto dal regolamento CE n. 765/2008.

Anche se apparentemente esiste una precisa ripartizione dei compiti tra le varie strutture di controllo, le sovrapposizioni di competenze sono inevitabili in quanto spesso ad infrazioni “qualitative” sono associate infrazioni “sanitarie”. La conseguenza è che non di rado uno stesso controllo viene fatto da diverse strutture pubbliche.

Generalmente il personale impegnato nelle visite ispettive e nei Laboratori ha una ottima professionalità, ma quello che manca è un effettivo coordinamento per cui si ha una ridotta efficienza del sistema. Il sistema di controllo privato e pubblico degli alimenti ne garantisce la massima sicurezza. Il rovescio della medaglia è rappresentato dai costi molto elevati che ovviamente si ripercuotono sui costi al dettaglio.

Probabilmente migliorando l’organizzazione dei controlli è possibile ridurre questi costi mantenendo comunque un elevato grado di sicurezza alimentare. Per raggiungere questo obiettivo appare però necessaria la presenza di una sola “cabina di regia” che sia in grado di gestire l’intero sistema.

Autore: Agostino Macrì
Data: 16 marzo 2011

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