Animali da compagnia: il rapporto con i medici veterinari

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776 (Sdc – giu. 2014) – Pubblichiamo la seconda parte (per la prima puntata vedi il numero 20) dell’articolo dedicato agli animali da compagnia con alcune indicazioni sul rapporto con i medici veterinari:

  • il veterinario può dare ai proprietari degli animali informazioni, consigli e aiuto, ma, non essendo prevista nei livelli di assistenza del sistema sanitario la cura degli animali da compagnia e non essendoci un interesse diretto della collettività in questa scelta “privata”, le spese sono a carico dei proprietari. Il veterinario ha anche l’obbligo di applicare l’IVA al 22% sul costo della parcella;
  • nei casi in cui debbono essere effettuati interventi clinici e/o chirurgici bisogna considerare che le spese dei materiali, dei farmaci, delle strutture non hanno alcun contributo pubblico. Di conseguenza sono i proprietari degli animali a dover pagare interamente i costi che possono essere particolarmente elevati nei casi di interventi chirurgici;
  • le spese veterinarie straordinarie, come infortuni o malattie particolari, possono essere “assicurate” con polizze sanitarie. Si tratta di una pratica consueta in altri paesi, ma scarsamente diffusa in Italia;
  • i veterinari esercitano per disposizione le regole europee in regime di libero mercato, per cui non possono essere applicati tariffari. Dovrebbe valere principalmente il rapporto fiduciario per cui il cliente si rivolge ad un determinato professionista per la fiducia nella sua preparazione. Gli studi medici veterinari e le strutture cliniche più complesse, hanno l’obbligo di garantire un elevato standard di sicurezza. L’esercizio della professione medico veterinaria è riservato soltanto a chi possiede la specifica laurea, ha superato gli esami di Stato di abilitazione ed è iscritto all’Ordine professionale. Per qualsiasi dubbio o controversia che dovesse sorgere è opportuno rivolgersi all’Ordine Provinciale competente che ha proprio il compito di tutelare gli interessi dei cittadini oltre che ovviamente quelli dei propri iscritti;
  • bisogna infine ricordare che c’è l’obbligo deontologico al consenso informato che dovrebbe escludere il rischio di una spesa completamente imprevista a seguito di un atto medico.

Data: 4 giugno 2014

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