Centri estivi, come sceglierli

commenta  |   stampa  |  pdf

viele bemalte bunte KinderhändeCon la chiusura delle scuole, se entrambi i genitori lavorano, si pone il problema dell’assistenza ai figli. Per chi non ha la fortuna di avere dei nonni, ormai figure fondamentali nella crescita dei nipoti, o altri parenti disponibili, i centri estivi possono rappresentare una soluzione, per chi può permetterseli.

“Talvolta non ci sono molte alternative a disposizione e le soluzioni pubbliche scarseggiano. I centri estivi sono spesso privati” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Servirebbe una società più a misura di bambino. Non bastano le detrazioni ed i bonus bebè per aiutare le famiglie ed incentivare la natalità, ma una politica familiare complessiva che rimuova gli ostacoli esistenti, promuova azioni di supporto alla maternità interagendo su più piani, realizzi un nuovo sistema di protezione sociale” auspica Dona.

In ogni caso, come orientarsi nella scelta del centro estivo? Compatibilmente con le possibilità a disposizione, alcuni consigli sono opportuni:

  • La scuola è finita. Ricordate che la scuola è finita ed è tempo di vacanze. Non saranno due settimane con educatori inglesi a far diventare vostro figlio un esperto di lingue. Inoltre si chiede già molto al bimbo, che deve stare senza i genitori a lungo, in un ambiente nuovo, con compagni che non sempre conosce, con educatori mai visti. Quindi, è bene che il criterio di scelta non sia legato alle conoscenze e capacità che voi genitori credete vostro figlio debba acquisire, ma ai suoi interessi. Ama lo sport? Ha una passione? Scegliete, insomma, insieme a lui.
  • No agli eccessi. E’ bene che non ci siano orari, regole ed obblighi troppo stringenti da rispettare, che ripropongono lo schema invernale, quando tra scuola, corsi, compiti, gare, saggi, è tutto fissato nei minimi dettagli e con orari rigidi. Ricordatevi che il bimbo deve anche divertirsi e la noia va messa al bando. No a giornate vuote e barbose, ma no anche a ritmi frenetici e attività compulsive, ad una giornata dove tutto è già rigidamente organizzato, senza lasciare possibilità di scelta al bimbo, senza che possano essergli proposte alternative o, perché no, organizzare qualcosa di non previsto sulla base dei desideri dei bimbi. Il bimbo non va travolto con troppe attività. E’ bene che ci siano anche momenti di relax.
  • Ambiente giusto. Scegliete l’ambiente più gradito al bambino. Spesso non è possibile scegliere tra mare, campagna e montagna, a contatto con la natura, ma anche in città è importante che il centro offra lo spazio più adatto alle esigenze di vostro figlio. Passare un’intera giornata, in estate, al caldo, in un luogo chiuso o con uno spazio all’aperto troppo piccolo, non va bene. E’ importante che al bimbo non sembri di essere tornato nuovamente in un’aula scolastica.
  • Attività all’aperto. Meglio un centro estivo che porti i bambini in gita, nei parchi, a fare passeggiate, escursioni, giochi all’aria aperta. In vacanza il bimbo deve riacquisire il senso di libertà, deve muoversi, deve fare cose varie. Privilegiate quei centri che organizzano molte attività motorie e all’aperto. Meglio quei centri generalisti, con programmi articolati, dove si fa un po’ di tutto, rispetto a quelli troppo monotematici. E’ bene evitare la ripetitività. Il bimbo deve trovare nuovi spunti, inventare nuovi giochi, fare cose diverse e divertenti. In ogni caso, vale sempre il principio di scegliere insieme al bimbo, rispetto alle attività che più gradisce.
  • Attività differenziate per età. Difficilmente una stessa attività potrà piacere sia ad un bimbo di 4 anni che ad un tredicenne. Meglio un centro che diversifica l’offerta a seconda dell’età del gruppo. Importante è anche il rapporto tra animatori e numero di ragazzi da assistere: gruppi troppo numerosi sono sconsigliati, massimo uno su dieci.
  • Verificate il “curriculum” del centro, il programma del campo e l’organizzazione delle giornate. Considerate, comunque, che non basta leggere volantini o visitare il sito. Per raccogliere informazioni è bene parlare con altri genitori che hanno già sperimentato il posto. I social network possono facilitare il compito di trovarli e favoriscono lo scambio di notizie: è il passaparola moderno.
  • Visitate il centro. Sulla carta è tutto bello. Bisogna, quindi, fissare un appuntamento ed andare a vedere la struttura. In primo luogo prestate attenzione alla sicurezza e all’igiene. Verificate se lo spazio dove i bambini devono giocare è adatto all’età di vostro figlio e se ci sono oggetti pericolosi. Ad esempio, ci sono cose troppo piccole che possono essere ingoiate dai bimbi più piccini? Ci sono strutture o oggetti appuntiti o taglienti? Ricordate che tutto deve essere arrotondato. I materiali devono essere molto resistenti, altrimenti, sottoposti alle “torture” dei bambini, possono improvvisamente rompersi e diventare pericolosi. Ogni attrezzatura deve essere fornita di un adeguato sistema di ancoraggio o di zavorramento. Le attrezzature devono essere costruite in modo che qualsiasi apertura/foro non possa rappresentare un potenziale rischio di intrappolamento per le parti del corpo (testa, collo, piedi…). Date un’occhiata alla mensa e al menu. Verificate se le attività offerte possono essere effettivamente realizzate in quella struttura, se ci sono, cioè, gli spazi idonei. Insomma, la piscina è gonfiabile o esiste davvero?
  • Parlate con gli educatori. Non basta parlare con una segretaria che i vostri figli non vedranno mai, cercate di confrontarvi con un responsabile della struttura e di parlare con gli educatori. Verificate la loro disponibilità, se vi sembrano persone attente, premurose e cordiali e, perché no, affettuose. Cercate di capire le loro competenze rispetto alle attività di cui devono occuparsi. Se si va in piscina, ci sono bagnini? Sarebbe bene avessero seguito un corso di primo soccorso. E’ importante, ad esempio, che conoscano le manovre di disostruzione, come la Manovra di Heimlich, e che siano in grado di far fronte ad eventuali emergenze.
  • No a centri occasionali. Meglio cercare un’organizzazione che da anni svolge questo mestiere e ha un personale formato.
  • Quanto costa? La quota, solitamente settimanale, è importante da valutare, dato che può rappresentare un costo non indifferente, ma non basta. E’ bene sapere anche cosa comprende: servizio mensa, animazione, gite, laboratori, merenda, bibite? Se non è chiaro, è bene domandare se ci sono extra da pagare, se nella quota sono comprese tutte le attività offerte. Chiedete se sono previsti sconti, ad es. se iscrivete altri figli.
  • Agite in anticipo. Specie per i centri estivi pubblici, le domande vanno presentate con largo anticipo, talvolta già entro la metà del mese di aprile, dato che devono essere stilate le graduatorie. Compilate, quindi, per tempo la domanda d’iscrizione, che spesso si perfeziona solo a seguito della consegna della ricevuta del versamento effettuato.
  • Verificate cosa succede nel caso di esubero di richieste rispetto ai posti disponibili. Come si procede per la formazione della graduatoria? Specie se il centro estivo è pubblico, leggete con cura il bando. Solitamente è data precedenza ai residenti, si considera lo stato di famiglia (presenza di figli disabili, minore convivente con un solo genitore, ulteriori figli…), la condizione lavorativa dei genitori (se entrambi lavorano, numero di ore lavorative …), la minore età del bimbo, il minore reddito Isee, ma anche il numero di settimane a cui ci si vuole iscrive.
  • Compatibilità. Verificate la compatibilità dei vostri orari di lavoro con quelli del centro e con le vostre esigenze. Utili orari flessibili per l’entrata e l’uscita dei bimbi, poter fare mezza giornata o giornata intera, con o senza pranzo, a seconda delle vostre necessità.
  • Cambiate centro. Se dopo aver scelto il centro vi sembra che il vostro bimbo non sia così felice di andarci e di raggiungere i suoi nuovi amichetti, se non mostra entusiasmo, vi sembra svogliato, evidentemente non si diverte e qualcosa non va. Dopo averne parlato con il bimbo, provate a cambiare, compatibilmente con i posti ancora disponibili. In ogni caso, chiedete ogni giorno al bimbo cosa ha fatto.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 25 luglio 2016

   Hai bisogno di assistenza su questo argomento? Clicca qui!

Vuoi commentare questo articolo? Usa questo spazio.

Usa questo spazio solo per i commenti. Per le richieste di assistenza invece vai qui.

xAvvertenza

* Campi obbligatori

I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di consumatori.it e dei moderatori eccetto i commenti inseriti degli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di consumatori.it hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di consumatori.it invita ad un uso costruttivo dei commenti.

*

Unione Nazionale Consumatori è membro di TUTTOCONSUMATORI CONSUMERS INTERNATIONAL CONSUMERS' FORUM

Unione Nazionale Consumatori è membro di:
TUTTOCONSUMATORI
CONSUMERS INTERNATIONAL
CONSUMERS' FORUM

© 2016 Unione Nazionale Consumatori
© 2016 Unione Nazionale Consumatori