Codice delle assicurazioni, cosa prevede il testo del ddl

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Sono numerosissimi i consumatori che si affidano al proprio mezzo privato per circolare dentro e fuori città, tuttavia gran parte delle volte tra pedaggi, parcheggi e spese per la polizza Rca ed il bollo gli italiani sono costretti a sborsare centinaia di euro l’anno per un ammontare complessivo di gran lunga superiore rispetto alla media europea. Da anni Governo ed associazioni dei consumatori lavorano al fine di rendere il mercato assicurativo maggiormente competitivo ed accessibile. Per limitare le spese, coloro che si accingono a stipulare una nuova polizza possono porre le assicurazioni auto più vantaggiose a confronto sul portale di comparazione Supermoney.eu.

A partire dal 2015 il mercato delle polizze potrebbe subire importanti revisioni a causa della riforma del Codice delle assicurazioni il cui ddl è stato recentemente depositato alla Camera dei Deputati con prima firmataria Sara Moretto, esponente del Pd. Il ddl nasce dalle sollecitazioni dei carrozzieri di Cna, Confartigianato e Casartigiani con il fine di tutelare gli interessi di categoria ma anche degli automobilisti per mezzo della sostanziale riduzione dei premi assicurativi.

Il primo punto del ddl sul Codice delle assicurazioni riguarda lo stop al rimborso diretto del danno, ovvero gli automobilisti non potranno più chiedere il risarcimento alla propria compagnia che poi andrà a rivalersi su quella del responsabile del sinistro. Tale norma, introdotta dal decreto legislativo del 2005, entrato in vigore nel 2007, avrebbe dovuto ridurre costi e tempistiche ma di fatto, secondo uno studio dell’Antitrust del 2013 non ha avuto alcuna ricaduta positiva su premi e costi di riparazione.

Inoltre sarà d’obbligo, per chi subisce un danno, riparare l’auto danneggiata entro un massimo di 60 giorni, chi trasgredirà da questo limite, subirà come sanzione una segnalazione al Ministero dei Trasporti che valuterà le eventuali penali del caso. Gli automobilisti saranno del tutto liberi di rivolgersi ad un centro o un’officina a propria scelta senza che la compagnia fornisca indicazioni in merito.

Secondo Cna, Confartigianato e Casartigiani, infatti, le clausole imposte dalle compagnie riguardanti le riparazioni presso officine convenzionate risultavano essere dannose ai fini della concorrenza imponendo tariffe orarie, costi del lavoro e dei materiali altamente limitativi. Al contrario si legge nel testo del decreto legge, lasciando piena scelta agli assicurati ci si auspica una “standardizzazione dei costi delle riparazioni, che andrebbe a vantaggio soprattutto dei cittadini che acquisirebbero il valore della trasparenza e, quindi, darebbe loro il potere di confrontare e scegliere le condizioni ritenute migliori.”

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 18 Novembre 2014

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