Consulta boccia blocco perequazione

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La norma che, per il 2012 ed il 2013, ha stabilito, “in considerazione della contingente situazione finanziaria”, che sui trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo Inps scattasse il blocco della perequazione, ossia il meccanismo che adegua le pensione al costo della vita, è incostituzionale. Lo ha deciso la Corte Costituzionale, bocciando l’art. 24, comma 25, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201.

Nella sentenza n. 70/2015, si legge: “L’interesse dei pensionati, in particolar modo di quelli titolari di trattamenti previdenziali modesti, è teso alla conservazione del potere di acquisto delle somme percepite, da cui deriva in modo consequenziale il diritto a una prestazione previdenziale adeguata. Tale diritto, costituzionalmente fondato, risulta irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio. Risultano, dunque, intaccati i diritti fondamentali connessi al rapporto previdenziale, fondati su inequivocabili parametri costituzionali: la proporzionalità del trattamento di quiescenza, inteso quale retribuzione differita (art. 36, primo comma, Cost.) e l’adeguatezza (art. 38, secondo comma, Cost.). Quest’ultimo è da intendersi quale espressione certa, anche se non esplicita, del principio di solidarietà di cui all’art. 2 Cost. e al contempo attuazione del principio di eguaglianza sostanziale di cui all’art. 3, secondo comma, Cost.”.

Secondo l’UNC, al di là dell’impatto sui conti pubblici che ora questa sentenza potrebbe produrre (le prime stime fluttuano tra 5 miliardi e 10 miliardi), le motivazioni sono ineccepibili e condivisibili. Oltre ad essere iniquo non rivalutare pensioni da 1.400 euro lorde, come se si trattasse di anziani benestanti, si tratta di una scelta economica sbagliata, che va nella direzione opposta rispetto a quella che si dovrebbe seguire per uscire da una crisi di consumi come quella attuale, ridando capacità di spesa alle famiglie. Il blocco delle pensioni, così come quello degli stipendi del pubblico impiego, saranno certo serviti nel breve periodo a fare cassa, ma non certo a rimuovere le cause della crisi italiana: il 40% degli italiani fatica ad arrivare alla fine del mese.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data
: 6 maggio 2015

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Franco

ho letto il vs. articolo sul blocco perequazione pensioni e mi sono chiesto perchè non avete promosso una class action contro l’INPS per tutelare tutti i pensionati sopra 1400 euro mensili che si sono visti negare dal governo ciò che aveva deciso a loro favore la Corte Costituzionale. Con ossequi

Bruna Pochintesta

Anch’io vorrei sapere se intendete proporre una class action per il rispetto del dispositivo della sentenza della Corte Costituzionale. In tal caso aderirò senz’altro. Grazie per il vostro impegno.

Roberto

E’ possibile fare ricorso per ottenere il pieno riconoscimento dell’adeguamento della pensione, contrariamente a quanto ha disposto di rimborsare il governo?
Grazie

Unione Nazionale Consumatori
Unione Nazionale Consumatori Autore articolo

Gent.mo Sig. Roberto, può inoltrare la Sua richiesta utilizzando lo sportello dedicato che trova in questa pagina http://www.consumatori.it/segnalaci-il-tuo-problema/ avendo cura di scegliere “Altro” alla voce “Argomento”.

Maria

Come fare per intentare class action per i rimborsi relativi al blocco delle rivalutazioni. Grazie

franco

Vorrei gentilmente sapere se state organizzando una class action per il recupero degli aggiornamenti istat sulle pensioni e cosa devo fare per aderirvi. Vi ringrazio.

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