Cosa cambia davvero con la rottamazione delle cartelle

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equitalia in rottamazioneIl Governo ha annunciato di voler “cambiare verso” a proposito di Equitalia e questo mutamento di rotta si iscrive certamente nella più generale esigenza avvertita da tutti i cittadini, di avere un Fisco veramente più equo e giusto.

Del resto, era da tempo che sollecitavamo iniziative decise per cambiare una situazione non più tollerabile: fino ad oggi, 100 euro di tasse non pagate potevano lievitare fino a 250 euro per colpa di sanzioni, interessi di mora e aggi di Equitalia. Ecco perché l’attività di riscossione, ben lungi dall’apparire “equa”, era giustamente criticata alla stregua di una vera e propria speculazione sulle disgrazie dei contribuenti. E tra questi, anche quelli costretti a saltare il versamento delle imposte per difficoltà economiche o semplicemente per l’incapacità del Fisco stesso di far pagare le tasse con semplicità. Ma si cambia realmente verso? Quali effetti ci saranno sui cittadini-contribuenti?
Vediamo cosa prevede il decreto legge n. 193 del 22 ottobre 2016 attualmente in vigore e che deve essere ancora convertito dalle Camere.

Equitalia scompare o cambia nome?
A decorrere dal 1° luglio 2017 Equitalia sarà sciolta e le sue funzioni passeranno a un ente pubblico economico appositamente istituito,
denominato “Agenzia delle entrate-Riscossione”. E’ un’operazione di propaganda? Non lo sappiamo! Se quando telefoneremo alla nuova società di riscossione per una cartella esattoriale ricevuta non saremo più rimbalzati, come avveniva in passato, con frasi del tipo “noi siamo solo l’agenzia di riscossione, deve rivolgersi all’ente creditore”, allora sarà un miglioramento, altrimenti sarà solo un cambio di nome, senza modifiche di sostanza. Non gioca a favore, il fatto che le funzioni di Equitalia non passino all’attuale Agenzia delle Entrate, ma ad un nuovo ente, per quanto collegato nei ruoli dirigenziali.

Rottamazione delle cartelle.
Secondo quanto previsto dall’art. 6 del decreto legge n. 193/2016, l’agevolazione sulle cartelle si applica ai carichi affidati ad Equitalia tra il 2000 ed il 2015 e lo sconto riguarda le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni. Si continueranno a pagare, quindi, le imposte originariamente dovute, per intero, più balzelli vari, come le spese di notifica. Non è, quindi, un condono.

Tempi per la rottamazione
La richiesta va presentata entro e non oltre il 23 gennaio 2017 attraverso l’apposito modulo
(Dichiarazione di adesione alla definizione agevolata) disponibile sul sito www.gruppoequitalia.it o presso gli sportelli di Equitalia.
Entro il 24 aprile 2017 Equitalia comunicherà al contribuente l’ammontare complessivo delle somme dovute, la scadenza delle eventuali rate e invierà i relativi bollettini di pagamento.
Il modulo può essere consegnato allo sportello oppure inviato agli indirizzi di posta elettronica (email o PEC) riportati nel modulo o sul sito www.gruppoequitalia.it. Può aderire anche chi ha già un piano di rateizzazione o ha in corso un contenzioso con Equitalia, purché vi rinunci.  Si può pagare sia in unica soluzione che a rate, a vostra scelta. Le rate, però, sono al massimo quattro. Le prime tre rate dovranno essere versate entro il 15 dicembre 2017, la quarta entro il 15 marzo 2018. Le prime due rate sono ciascuna pari ad un terzo della somma dovuta, la terza e la quarta sono pari ad un sesto. In pratica entro il 15 dicembre 2017 dovrete versare l’83% (5/6) del debito ricalcolato.
E questo è uno dei punti dolenti, considerato che chi non ha pagato perché realmente in difficoltà, difficilmente potrà versare in così breve tempo l’intero importo e finirà per scegliere di pagare senza sconti, ma con più tempo per saldare il suo debito, proseguendo con il suo piano di rateizzazione. Anche perché se non si paga una rata o si paga in ritardo o in misura ridotta, si perdono i benefici ed i versamenti già effettuati varranno solo come un acconto dell’importo originariamente dovuto.

Il rischio, quindi, è che a poter usufruire dello sconto non sia chi si è indebitato per via della crisi, ma gli evasori ed i furbetti del quartierino che sono stati beccati dal Fisco. Su questo punto, comunque, sono innumerevoli gli emendamenti presentati.

Il consiglio che possiamo dare, se 4 rate rappresentano un problema, è di attendere l’approvazione definitiva del decreto (avete tempo fino al 23/1/2017). Se avete un grosso debito e avete ottenuto una buona rateazione, ad esempio 60 o più rate, verificate se l’anticipo è sostenibile e conveniente per le vostre finanze. Meglio affrettarsi, invece, se state già rischiando azioni esecutive, iscrizioni di ipoteche, fermi amministrativi o se la cartella riguarda le multe stradali, dato che l’Anci ha chiesto che per i comuni la rottamazione sia volontaria.

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Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 9 ottobre 2017

 

 

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