Gas (parte 3): il prezzo della fornitura di gas e la bolletta

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Cosa paghiamo con la bolletta del gas? E come vengono calcolati i nostri consumi? Questa mini guida risponde agli interrogativi più comuni sul tema, aiutandoci a capire quali sono i nostri diritti e doveri in relazione alla bolletta del gas!

Secondo quanto stabilito dalla Delibera ARG/gas 64/09. Ecco le domande frequenti sul costo della fornitura del gas:

Che cosa paghiamo con la bolletta del gas?

Il costo della fornitura di gas è formato dalle seguenti componenti principali:

• la componente energia, ovvero il costo per l’acquisto della “materia prima” gas ;

• i costi per i servizi di commercializzazione e vendita al dettaglio;

• i costi per i servizi di trasporto e stoccaggio. Lo stoccaggio è quel servizio per il quale il gas viene conservato in depositi sotterranei da dove è poi prelevato per soddisfare le richieste del mercato nei diversi momenti o per fare fronte a eventuali emergenze;

• la distribuzione locale, ovvero i costi per i servizi di distribuzione comprensivi degli oneri conseguenti alle misure per il risparmio energetico, all’incremento della qualità del servizio e al contenimento della spesa dei clienti con bassi consumi;

• le imposte, ovvero le accise, l’addizionale regionale e l’IVA.

Come viene calcolato il prezzo della fornitura del gas?

È opportuno sottolineare la distinzione tra i consumatori che scelgono di passare al mercato libero e i consumatori che invece usufruiscono del servizio con condizioni economiche e contrattuali regolate dall’Autorità: il “cd servizio di tutela”. Se si ha un contratto nel mercato libero le modalità di calcolo e ricostruzione dei consumi sono definite dal contratto di fornitura stipulato col venditore. Se si ha un contratto a condizioni regolate dall’Autorità (servizio di tutela), il prezzo del servizio di vendita è fissato dall’Autorità, che aggiorna ogni tre mesi le tariffe per i servizi di trasporto, distribuzione, stoccaggio . Per controllare quali sono le tariffe della tua regione: http://www.autorita.energia.it/it/dati/condec_gas.htm

Come vengono calcolati i consumi?

– Se si ha un contratto a condizioni regolate dall’Autorità (servizio di tutela) il venditore emette la bolletta sulla base di consumi effettivi o di quelli stimati.

– Se si ha un contratto nel mercato libero queste informazioni devono poter essere reperite nel contratto di fornitura stipulato col venditore.

Come vengono calcolati i consumi effettivi e quelli stimati?

Se si ha un contratto a condizioni regolate dall’Autorità , i consumi effettivi sono rilevati al momento della lettura del contatore, effettuata dal distributore, o dell’autolettura da parte del cliente. Per quanto riguarda quelli stimati, nel periodo che intercorre tra una lettura e quella successiva, il venditore può calcolare la fattura in base a una stima presunta che tenga conto dei consumi del cliente nei periodi precedenti. Per i clienti che attivano un nuovo contratto di fornitura, la stima dei consumi si basa su ciò che hanno dichiarato al momento della firma del contratto: utilizzo, numero dei componenti della famiglia, quantità e tipo d’apparecchiature utilizzate.

Ogni quanto tempo deve essere inviata la bolletta?

Se si ha un contratto a condizioni regolate dall’Autorità l’invio delle bollette ha frequenza diversa a seconda dei consumi annui del cliente:

– almeno quadrimestrale per consumi fino a 500 standard metri cubi/anno. Questi clienti devono ricevere una bolletta di conguaglio almeno ogni anno;

– almeno trimestrale per consumi compresi tra 500 e 5.000 standard metri cubi/anno. Questi clienti devono ricevere una bolletta di conguaglio almeno ogni 6 mesi;

– almeno mensile per consumI di oltre 5.000 standard metri cubi/anno, a eccezione dei mesi in cui i consumi sono inferiori del 90% rispetto ai consumi medi mensili. Questi clienti devono ricevere solo bollette calcolate sui consumi effettivi.

Entro quanto tempo si deve pagare la bolletta?

Se si ha un contratto a condizioni regolate dall’Autorità la bolletta deve indicare la data d’emissione e quella di scadenza per il pagamento, che deve essere fissata dopo almeno 20 giorni dalla data d’emissione. Se il pagamento viene effettuato entro la scadenza indicata e nei modi autorizzati dal venditore (poste, banca, sportelli cassa del venditore stesso ecc.), il cliente è libero dai suoi obblighi. Eventuali ritardi, da parte di chi ha riscosso la bolletta, nella comunicazione dell’avvenuto pagamento all’esercente, non possono essere imputati al cliente. Se si ha un contratto nel mercato libero i termini di pagamento della bolletta sono indicati nel contratto di fornitura.

Si può pagare la bolletta senza spese?

Sì. Per i clienti con contratto a condizioni regolate dall’Autorità il venditore deve offrire almeno una modalità gratuita, a sua scelta, per il pagamento delle bollette in ciascuna provincia servita.

Si possono contestare le somme addebitate in bolletta?

Sì. Se un cliente ritiene inesatta la somma richiesta per la sua fornitura, può inviare al venditore una comunicazione scritta nella quale presenta le proprie contestazioni in merito (cd richiesta scritta di rettifica di fatturazione).

Che cosa deve fare il venditore che riceve una richiesta scritta di rettifica di fatturazione?

Deve inviare una risposta motivata che riporti l’esito delle azioni e degli accertamenti effettuati (il cosiddetto “obbligo di risposta motivata”) e, in caso di errore, deve provvedere alla rettifica di fatturazione ed accreditare la somma precedentemente addebitata.

Come vengono accreditate le somme non dovute?

Nel caso di una fattura già pagata , il venditore deve provvedere all’accredito dopo al massimo 90 giorni solari dalla data di ricevimento della richiesta scritta di rettifica di fatturazione. L’accredito della somma non dovuta può essere effettuato dal venditore anche in bolletta. Se l’accredito avviene dopo 90 giorni solari dall’arrivo della richiesta, il venditore deve liquidare al cliente nella prima bolletta utile un indennizzo automatico di 20 € se la risposta arriva entro 180 giorni, di 40 € se arriva tra 180 e 270 giorni, di 60 € se arriva dopo più di 270 giorni.

Se ho cambiato fornitore e ricevo per lo stesso periodo di consumo 2 bollette (una dal vecchio e una dal nuovo fornitore) cosa devo fare?

È il caso della cd “doppia fatturazione”. Il cliente deve inviare la richiesta di rettifica al venditore con cui non ha avuto alcun contratto di fornitura nel periodo di consumo oggetto della bolletta. Se il cliente invia la richiesta di rettifica al venditore sbagliato, quest’ultimo è tenuto a informare il cliente dell’errore entro 30 giorni solari. Se il venditore ha effettivamente fatturato consumi relativi a un periodo in cui il cliente non era più suo cliente, deve provvedere alla rettifica di fatturazione ed eventualmente ad accreditargli le somme non dovute, già pagate, entro 20 giorni solari dalla data in cui ha ricevuto la richiesta scritta di rettifica di fatturazione. Se il venditore effettua la rettifica dopo più di 20 giorni solari, deve accreditare sulla bolletta di chiusura del contratto un indennizzo automatico di 20 € se la rettifica arriva al cliente entro 40 giorni, di 40 € se arriva tra 40 e 60 giorni, di 60 € se arriva oltre 60 giorni.

Per ulteriori approfondimenti consultate le guide de L’essenziale! http://guide.essenzialeonline.it/guide-pratiche/GAS-La-Bolletta_18264.html.

Autore: Dora Paola Sposato
Data: 23 marzo 2011

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