Gioco d’azzardo: difendersi si può

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Nonostante la crisi, sono sempre più numerosi gli italiani che cedono alle lusinghe del gioco d’azzardo, con gravi conseguenze per il portafoglio e per la salute. Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori e la psicoterapeutoa Paola Vinciguerra (Presidente di Eurodap) nel loro ultimo libro “Gioco d’azzardo: difendersi si può”, che sarà presentato il 29 gennaio a Roma alle ore 18,30 a villa Mercadante, ricostruiscono il panorama del gambling in Italia, raccontando le origini del gioco e le storie di chi, purtroppo, è caduto nella trappola del gioco compulsivo.

Da una parte, infatti, il grandissimo aumento dell’offerta di possibilità legali di scommettere (lotto e super enalotto, gratta e vinci, Win for life, centri scommesse) non fa altro che alimentare sempre di più le speranze illusorie di molti; dall’altra nell’era digitale il giocatore d’azzardo è ancora più facilitato: chiunque disponga di un computer, di un collegamento internet e di una carta di credito può essere un giocatore compulsivo in un casinò virtuale.

E’ bene chiarire che il giocatore patologico non riesce a fare a meno di giocare; più perde, più alza le puntate, arriva spesso ad indebitarsi ed a mettere a rischio il suo sostentamento e quello della sua famiglia. Inoltre, dopo una prima fase caratterizzata da vincite esaltanti, la tendenza è di rincorrere altre vincite, aumentando la frequenza di gioco e le puntate. Quando inizia a perdere il gioco comincia ad essere visto come l’unica possibilità di recupero. E’ così, purtroppo, che inizia la dipendenza.

Al fine di evitare di entrare in un vero e proprio comportamento compulsivo possono essere utili alcuni consigli:

  1. decidere un budget da non superare mai;
  2. tenere sotto controllo l’assiduità con cui si gioca;
  3. cercare di capire se l’astinenza dal gioco crea nervosismo, ansia o agitazione;
  4. cercare di passare meno tempo possibile a giocare;
  5. evitare di frequentare compagnie in cui normalmente si gioca d’azzardo;
  6. evitare di frequentare posti in cui l’accesso al gioco è più semplice.

Bisogna, inoltre, tenere presente che in certe occasioni può essere d’aiuto rivolgersi ad un professionista.

Di questo e molto altro si parlerà il prossimo 29 gennaio durante la presentazione del libro. Scarica l’invito.

Autore: Eleonora Iacobelli
Data: 21 gennaio 2015

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Osvaldo Asteriti

E le partite alle slot che durano 4 secondi: 15 al minuto, 225 ogni quarto d’ora? E il 60% in media di premi pari al prezzo del biglietto in tutte le lotterie istantanee? E le informazioni obbligatorie per legge sul divieto di gioco ai minori e le formule di avvertimento sul rischio dipendenza nascoste sul retro dei biglietti, di fatto invisibili? E la mancanza delle probabilità di vincita sui gratta & vinci, la cui presenza è imposta dalla legge? E la mancata indicazione delle probabilità di vincita nella pubblicità dei giochi d’azzardo, pure prescritta dalla legge?
Altro che “evitare di frequentare compagnie in cui normalmente si gioca d’azzardo”. Meglio giocare da soli alle slot, però senza superare il budget. Neanche col rigioco?

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