Grande Fratello: al via i rimborsi

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Decisione storica per il GF: saranno rimborsati i concorrenti che hanno espresso la loro preferenza nei televoti annullati delle scorse settimane. Grande soddisfazione da parte della nostra Unione.

Nella puntata di ieri del programma “Grande Fratello” (prima serata su Canale 5) si è verificato un fatto senza precedenti nella storia dei reality show televisivi: la produzione ha deciso di rimborsare tutti coloro che hanno espresso la propria preferenza nei televoti delle scorse settimane.

La nostra associazione aveva ricevuto centinaia di richieste di intervento in seguito alla decisione, proclamata lo scorso 8 gennaio dal programma, di annullare un televoto e successivamente in seguito alla squalifica di alcuni concorrenti che avevano raccolto numerose preferenze da parte telespettatori.

“L’annuncio con il quale Alessia Marcuzzi ha aperto la diretta di ieri su Canale 5 è un segnale di rispetto verso i telespettatori che la nostra associazione aveva lungamente invocato e speriamo possa segnare un cambio di rotta nella gestione del programma”. E’ quanto ha dichiarato il nostro segretario generale, l’avv. Massimiliano Dona (di seguito un suo commento sul televoto).

Ma questo è solo l’ultimo episodio di una stagione del Grande Fratello piena di polemiche. Qualche settimana fa, proprio l’Unione Nazionale Consumatori aveva segnalato alcune gaffe della presentatrice del Grande Fratello, Alessia Marcuzzi, che avevano alzato il polverone: durante una delle prime puntate di gennaio, per ben due volte, la padrona di casa dello show si tradisce anticipando i risultati del televoto a votazioni ancora aperte. Dapprima la conduttrice si rivolge alla coppia di concorrenti Margherita-Nando parlando al tempo passato, ma l’esclusione del concorrente di Pomezia non era ancora stata decretata; più tardi, nel corso della diretta, una Marcuzzi evidentemente poco in forma, parlando con Massimo, il concorrente della passata edizione sul cui rientro nella casa dovevano decidere i telespettatori, si lascia scappare “vedremo la decisione del Grande Fratello”, così ammettendo l’inutilità dei voti del pubblico.

Poi come detto, un televoto viene annullato dopo aver raccolto voti (ed euro) per quasi una settimana per la necessità (sacrosanta !!!) di squalificare un concorrente (Matteo Casnici) reo di aver pronunciato una bestemmia. Ma il Grande Fratello decide di squalificare anche Massimo Scattarella, espulso l’anno scorso per lo stesso motivo, ma riammesso quest’anno grazie ad una pioggia di televoti! Arrivano centinaia di proteste da parte di tutti coloro che lo avevano votato spendendo quattrini per esprimere la loro preferenza, poi sovvertita dalla decisione della redazione.

Insomma, il vaso è colmo: l’Unione Nazionale Consumatori si rivolge all’Autorità Antitrust che apre un procedimento a carico di RTI ed Endemol.

Finalmente nella puntata di lunedì 17 gennaio la storica decisione di procedere ai rimborsi! Non è facile immaginare con quali procedure avverranno, ma la nostra associazione si è dichiarata disponibile a collaborare alle operazioni perché si concludano in tempi rapidi e con modalità tali da assicurare a tutti coloro che hanno speso quattrini per televotare di vedersi rimborsati.

L’Unione Nazionale Consumatori comunica di aver già richiesto a Mediaset ed agli operatori telefonici di mettere a disposizione degli utenti interessati i tabulati con il dettaglio dei voti espressi. L’UNC invita tutti coloro che, nelle scorse settimane, hanno votato per la riammissione di Massimo Scattarella o hanno partecipato al televoto tra Pietro Titone, Olivia Lechner e Giuliano Cimetti a comunicarlo, scrivendo a info@consumatori.it indicando in oggetto “rimborso televoto”.

Il commento di Massimiliano Dona
L’annuncio di Mediaset che procederà al rimborso per tutti i telespettatori che hanno televotato “inutilmente” è una conquista di portata storica! Raramente la televisione accetta intromissioni nei suoi meccanismi (ed io ne so qualcosa dopo aver pubblicato il mio libro-denuncia “Affari loro, dedicato al popolare gioco dei pacchi…)

Purtroppo non abbiamo il tempo di festeggiare: dobbiamo già preoccuparci di come avverranno i rimborsi, ma siamo disponibili a collaborare con Mediaset se assicurerà lealtà e tempi rapidi.

Certo l’occasione è buona per ricordare al pubblico che il televoto è un meccanismo insulso, utile solo ad arricchire reti televisive, titolari del format ed operatori telefonici. E non sono spiccioli: considerando che per programmi come “Amici”, “X Factor” e “Grande Fratello” più di un milione di persone vota spendendo in media un euro, il calcolo è facile da fare.

In molti ci rispondono che non dovremmo opporci a questa nuova forma di “democrazia televisiva”. Ma quale democrazia può esistere quando mancano requisiti come trasparenza ed eguaglianza? Se lo spettatore desidera spendere i suoi soldi con il televoto è libero di farlo, ma deve essere informato correttamente e conoscere  tutte le regole del gioco.

I regolamenti, dunque, siano chiari e facilmente reperibili, senza microscopiche note a piè di pagina! Fin dallo start (la fatidica frase “apriamo il televoto”), il pubblico deve sapere quanto costa esprimere la preferenza, quanto peso avrà e quante volte può votare. Inoltre, a chiusura delle votazioni sarebbe bene diffondere i numeri reali dei conteggi e non solo le percentuali.

In questa “democrazia televisiva”, poi, non è garantita l’eguaglianza perché è ancora possibile fare ricorso a sistemi di invio massivo di preferenze che alterano il risultato finale. Non è un mistero che l’esito di molti reality è determinato dall’acquisto di pacchetti di voti tramite call center, il che rappresenta un inganno ai consumatori e una violazione delle regole sui giochi a premio che escludono la possibilità di interventi esterni che alterino l’individuazione dei vincitori.

Per ovviare a questi inconvenienti si sta muovendo la decisone dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) di avviare una consultazione sul tema allo scopo di intervenire con una serie di norme condivise: trasparenza, imparzialità, oltre al controllo costante dell’Autorità darebbero maggiore credibilità a questo sistema.

Anche se un dubbio in fondo rimane: se di democrazia si tratta perché si deve pagare?

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 18 gennaio 2011

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