L’angolo del notaio: atto di donazione

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799 (Sdc – lug. 2014) – La nostra rubrica “L’angolo del notaio”, per dare risposta alle numerose domande di consumatori su compravendite, successioni, ecc. La domanda di oggi è: con il ricavato della vendita di un appartamento, intendiamo anticipare ai nostri tre figli un importo (circa 100 mila euro pro-capite) per consentire l’acquisto della prima casa. Per una sorta di tutela nei confronti delle rispettive mogli, vorremmo, comunque, formalizzare tale donazione mediante un regolare atto. Gradiremmo sapere se occorre procedere per atto pubblico e se, in ogni caso, occorre effettuare la registrazione al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, chiediamo se gravano imposte e in che misura.

La donazione della somma di denaro deve, come tutte le donazioni, essere fatta per atto pubblico dal Notaio alla presenza di due testimoni. Il Notaio ha quindi, come per tutti gli atti da lui ricevuti, l’obbligo di registrarlo all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia tale atto pagherà solo un’imposta fissa, la cosiddetta “imposta d’atto” pari a 168 euro. La donazione, che pur dovrebbe essere soggetta all’imposta di donazione, in questo caso è esente dall’imposta, perché nella donazione da genitori a figli, se il valore del bene donato non supera l’importo di un milione di euro per ciascun donatario, c’è una franchigia e pertanto l’imposta di donazione non si paga. Ci saranno naturalmente da pagare il bollo, le spese accessorie e l’onorario del Notaio.

Autore: Associazione Sindacale Notai del Lazio
Data: 2 luglio 2014

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silvio delucchi

se “davano” 100 mila € a ciascuno e quell’importo veniva indicato nell’atto di acquisto della prima casa come quota di proprietà del solo figlio?

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