Le #cosedanoncredere del web

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Da non credere” il numero dei partecipanti al tavolo tematico sul web. Più di quaranta prestigiosi ospiti, che rappresentano le principali istituzioni del Paese e le più importanti imprese del settore e dell’economia in genere, politici, docenti, esperti, manager, imprenditori si sono confrontati su come l’innovazione del web cambia la relazione imprese-consumatori.

A stimolare il dibattito Raffaele Barberio, direttore di Key4Biz e gli studenti universitari del Corso di “Gestione etica d’impresa” (Università degli studi Roma Tre) che, all’apertura dei lavori, hanno subito posto al centro della discussione, accanto alle opportunità offerte dal web, anche le problematicità connesse all’utilizzo di internet, dalla tutela della privacy a quella dei minori.

Il fatto che il tavolo fosse così numeroso indica quanto internet sia trasversale a tutte le attività della nostra giornata: lavoro, tempo libero, famiglia, educazione. E infatti al tavolo c’erano grandi aziende multinazionali, come Google, Uber, Vodafone, gli istituti finanziari come Unicredit e American Express, ma anche operatori del settore retail come Prezzo Forte (un buon mix tra coloro che vengono dalla vecchia economia e quelli che appartengono alla nuova). Dalla discussione, d’altra parte, è emerso che la nuova economia è ormai l’Economia. Non c’è più differenza: Internet non è più il futuro, ma è il presente e, per certi versi, è anche un po’ il passato. Non è, infatti, il nuovo mondo che scaccia il vecchio, ma una piattaforma di sutura tra il modo in cui facevamo le vecchie cose, oggi fatte in maniera nuova, ed il modo in cui facciamo nuove cose che prima non era possibile fare proprio perché non c’era internet.

Tra i temi centrali emersi vi è sicuramente quello del trattamento dei dati e la preoccupazione di come vengono gestiti: il consumatore nel corso di una transazione perde la proprietà dei sui dati, dandoli in consegna a qualcuno in cambio di un servizio. Ci si aspetta, sulla base di un rapporto fiduciario, che siano usati in modo corretto e coerente e che siano tutelati. Quando non avviene si entra nel campo della patologia. Internet, quindi, non è un nemico da cui guardarsi. Come ogni cosa nella vita ci sono anche aspetti patologici che non appartengono alla fisiologia.

I dati personali, infatti, se usati bene, possono migliorare la qualità dei servizi che le aziende offrono al consumatore: significativo l’esempio di Uber, che può offrire un servizio così innovativo di mobilità proprio perché cumula sempre più dati sul cliente, stabilendo con lui una relazione continua nel tempo. E questo non riguarda solo le nuove società, ma anche quelle più antiche, come Unicredit.

Un secondo tema emerso al tavolo è quello dei pagamenti. “Oggi il contante ci costa 8,5 miliardi all’anno. Lo sviluppo dei pagamenti elettronici, attraverso internet, non solo ci facilita la vita ma rende tutto meno costoso e aumenta i benefici per la collettività” ha dichiarato Barberio.

Terzo tema, l’Internet delle cose: l’esempio più antico di due oggetti che si identificano reciprocamente e dialogano è quello del telepass che riconosce la nostra macchina, ma presto si arriverà al frigorifero guasto che, come in una vecchia pubblicità americana, chiamerà direttamente il tecnico per la riparazione! “Entro il 2020 avremo miliardi di oggetti che parleranno tra di loro e per questo, come ha detto l’on. Boccadutri, bisogna cambiare tesi: se fino ad oggi entravamo nel computer, con l’internet delle cose i computer entrano in noi (pensiamo alla robotica nel campo della medicina, a come può migliorare la qualità della vita)”.

Come ultima osservazione, non possiamo dimenticare l’autorevole presenza a “Cose da non credere” delle Istituzioni: Garante privacy, Antitrust e Autorità delle comunicazioni. “Il loro messaggio, molto forte e rassicurante, è stato che, anche se ognuna lavora verticalmente sugli argomenti di propria competenza, sono tutte e tre mobilitate per lavorare insieme e collaborare in modo da proteggere e tutelare cittadini ed imprese, perché la fisiologia vinca sulla patologia” ha concluso il moderatore Raffaele Barberio.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 27 maggio 2015

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