La norma Ue sulle carte di credito mette in difficoltà i consumatori?

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Si è sentito spesso parlare del fatto che un incremento dei pagamenti elettronici nel prossimo futuro, contrariamente all’uso del denaro contante, è decisamente auspicabile nell’ottica di una maggiore praticità per il consumatore e di una sua migliore tutela. In linea con questa previsione e in risposta all’evoluzione delle modalità d’acquisto degli italiani, tantissimi acquirenti hanno provato a informarsi sulle carte prepagate e le loro caratteristiche (utilizzando comparatori online, come Supermoney), piuttosto che sulle comuni carte di credito per individure lo strumento di pagamento più congeniale alle proprie abitudini d’acquisto.

La prassi di affidarsi alle carte di pagamento per effettuare transazioni economiche è più che mai diffusa nel nostro Paese, ma le novità introdotte dal nuovo regolamento Ue in merito ai pagamenti elettronici potrebbero portare scompiglio nelle abitudini dei consumatori e creare non pochi disagi.

Oggetto di dibattito è la nuova norma che dà la facoltà ai commercianti di accettare, in base al loro arbitrio, solo alcune delle carte emesse dai circuiti che dichiarano di utilizzare (per fare un esempio, un esercente potrebbe usare il circuito MasterCard, ma prediligere le carte platino a quelle comuni). Questo tipo di decisione può portare il consumatore a vedersi negare la possibilità di pagamento, anche se la carta prescelta appartiene al circuito di pagamento accettato dal commerciante, innescando una serie di problemi non indifferenti nel momento in cui la moneta elettronica è l’unica alternativa utile per portare a compimento una transazione.

Non solo: quanto dettato da tale norma si pone in netta contraddizione con l’azione delle banche, che cercano di promuovere il più possibile i pagamenti con carta, e quella del Governo, che impone l’uso della moneta elettronica in diverse circostanze al fine di combattere l’evasione fiscale.

Inoltre a suscitare più di qualche perplessità è la norma relativa al co-badging, che prevede l’inserimento dei simboli di più circuiti nella carta, con il rischio di aumentare la confusione dei consumatori sull’utilizzo delle carte.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 22 ottobre 2014

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