Pellet: un aumento che scontenta tutti

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La Legge di Stabilità recentemente approvata dal Senato, ha aumentato l’IVA sui pellett dal 10 al 22%. Un aumento incomprensibile perché nei maggiori paesi europei ai pellet viene applicata una aliquota IVA ridotta e perché è superiore anche a quella applicata al gas metano, al quale per i primi 480 mc/anno è applicata l’aliquota ridotta del 10%, mentre quella del 22% si applica soltanto ai metri cubi eccedenti i 480.

I pellet sono fatti utilizzando gli scarti delle segherìe (segatura), oppure i residui delle potature degli alberi da frutto o della manutenzione dei boschi e sono adoperati come combustibile in apposite termostufe collegate all’impianto per il riscaldamento di tutta l’abitazione.

Essi vengono utilizzati principalmente in campagna, nelle zone di montagna ed in tutte quelle aree non servite dalla rete di distribuzione del gas metano. Poiché il loro costo, a parità di potere calorico, è inferiore di circa il 25% a quello del gas metano, le termostufe a pellet stanno cominciando anche a sostituire le caldaie alimentate a gas. Oltre a ciò, i pellet sono un combustibile ecologico, poiché la quantità di CQ2 emessa durante la combustione è la stessa che le piante avevano accumulato durante la loro crescita: quindi si tratta di un combustibile ad emissione di gas serra uguale a zero.

Ormai in Italia sono oltre 2 milioni le famiglie che utilizzano il pellet come combustibile per il riscaldamento e queste, a causa dell’aumento dell’IVA, avranno un aggravio di spesa per il riscaldamento di circa 250/400 euro all’anno, che renderà meno conveniente l’installazione di nuove termo stufe a pellett.

Quindi si tratta di una tassa sciagurata. Perché è contro i cittadini meno abbienti residenti in aree marginali, ai quali aumenta il costo del riscaldamento; è contro l’ambiente, perché scoraggia l’utilizzo di un combustibile ecologico e rinnovabile; è contro l’occupazione, perché ostacola lo sviluppo delle imprese produttrici di termostufe, di cui il nostro paese possiede una filiera industriale assai importante e competitiva. Sembra una tassa fatta apposta per favorire le imprese distributrici di gas metano!

Sarebbe opportuno che il Governo ritorni sulla propria assurda decisione, ripristinando sui pellet la precedente aliquota ridotta del 10%.

Autore: Pieraldo Isolani
Data: 9 gennaio 2015

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giusppina

dopo aver ammesso l’errore il Governo non dovrebbe fare un decreto di modifica per l’IVA sul pellet. Noi crediamo di aver investito diverse migliaia di Euro per l’acquisto di una stufa adatta al pellet per risparmiare sulle spese di riscaldameno

remo n.

e come dice l’autore:
…Quindi si tratta di una tassa sciagurata. Perché è contro i cittadini meno abbienti residenti in aree marginali, ai quali aumenta il costo del riscaldamento….

poche parole, altro che risparmio rispetto al metano
questa e’ una vera bufala che tanti ci cascono, chi ce l’ha
e meglio che se lo tenga!!!

Roberto Gandola

E’ iniziata la raccolta firme. Non so se è concesso inserire link in questa pagina…

Majkol Castellani

Che senso ha finanziare l`acquisto di stufe a pelle con alto rendimento e poi tassare il pelle, sarebbe come incentivare auto elettriche e aumentare il costo dell`energia per rifornirle…folle…serve una raccolta firme e poi la rettifica alla legge, anche Renzi ha ammesso che si tratta di un errore…allora? Perché siamo qui solo a leggere cosa succede?

Attilio

Non è assolutamente giusto anche per noi consumatori,io ho dovuto mettere le stufe a pellet perché non riuscivo più a sostenere le bollette del gas sempre più alte rischiando per ben 2 volte la chiusura del contatore.adesso mi trovo già con un’aumento di IVA che mi procurerà nel mio portafoglio e per la mia famiglia oltre 200 euro in più.grazie per renderci la vita sempre più meno vivibile.

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