Più mutui ai giovani grazie al Jobs Act?

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I mutui potrebbero essere finalmente accessibili anche i giovani. Aseguito dell’entrata in vigore del Jobs Act, con il conseguente botta e risposta fra Matteo Renzi e l’Abi, sono emerse alcune perplessità. In particolare ci si chiede se esistano limiti per giovani dotati di un contratto a tutele crescenti. L’Osservatorio SuperMoney ha richiesto alle banche una simulazione di mutuo per capire se vi siano realmente difficoltà per i giovani richiedenti.

La risposta di cinque istituti di credito

Sono cinque gli istituti di credito interpellati dall’Osservatorio: Banca Sella, CheBanca!, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo e Unicredit. A queste banche è stato chiesto quali fossero le reali possibilità di accesso ad un mutuo per un giovane assunto con contratto di lavoro a tutele crescenti. Tutti e cinque gli istituti hanno affermato che non vi sono impedimenti nei confronti di questo tipo di profilo, che pertanto può richiedere in tutta tranquillità un finanziamento per l’acquisto di un’abitazione.

Questa simulazione è molto importante, in quanto costituisce l’unico riferimento al riguardo in assenza di dati ufficiali. Dati che non ci sono proprio perché il Jobs Act è attivo da meno di due mesi (è stato infatti approvato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 4 marzo), e i primi dipendenti assunti con contratto a tutele crescenti non hanno neppure terminato il periodo di prova. Per questi motivi la domanda di mutui generata da tale target è quasi nulla.

Nessuna distinzione fra lavoratori nella richiesta di mutui

Il profilo del richiedente utilizzato per la simulazione ha previsto i seguenti dati: età compresa tra i 25 e i 30 anni, con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, RAL (reddito lordo annuo) 25.000 euro e valore dell’immobile pari a 200.000 euro. Questi i risultati della simulazione:

tabella-richiesta-mutui

 

 

 

 

 

mutuo-giovani2

 

 

 

 

 

 

UbiBanca, pur non non avendo partecipato a tale simulazione, ha voluto precisare che fin dal 2013 tiene in grande considerazione gli interessi dei giovani, e tale approccio vale anche per i lavoratori con contratti a tutele crescenti. I cinque istituti interpellati hanno invece sottolineato che non vi è alcuna differenza di trattamento fra lavoratori con diversi tipi di contratto nella richiesta dei mutui. L’unica richiesta è soddisfare i criteri di affidabilità creditizia previsti da ogni banca.

Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney, afferma che grazie a congiunture economiche e sociali questo è il momento migliore per i giovani che vogliono richiedere mutui. I valori immobiliari sono infatti ai minimi storici, i tassi di interesse sono più vantaggiosi che mai e quest’apertura verso i giovani potrebbe far ripartire il settore. Bisogna comunque attendere la riprova dei fatti prima di poter sbilanciarsi. L’Osservatorio ha dichiarato che nei prossimi mesi controllerà l’evoluzione del mercato dei mutui per valutare i dati concreti.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 6 maggio 2015

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