Garanzia post-vendita, i termini per far valere i diritti

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due_anni_garanziaCon la garanzia post-vendita, i termini per far valere i diritti sono:

  • 2 anni decorrenti dalla consegna del bene (nel caso di vendita di beni usati, le parti, come già evidenziato, possono limitare tale termine a 1 anno);
  • 2 mesi di tempo dalla scoperta per denunciare al venditore il difetto (la denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del difetto o l’ha occultato).

Il consumatore ha, quindi, complessivamente 26 mesi dalla consegna (24 mesi + 2 mesi per denunciare) per far valere i suoi diritti in giudizio. E’ opportuno, dunque, conservare tutti i documenti che attestino la data dell’acquisto (scontrino, fattura, ecc.) e la data di consegna del bene, in caso avvenga successivamente al perfezionamento dell’acquisto. E’ un buon consiglio quello di fotocopiare gli scontrini per evitare che la carta termica nella quale sono stampati si deteriori nel tempo.

Quanto alla prova del difetto (o meglio, la prova che il difetto sia tra quelli che rientrano nel concetto di difetto di conformità), se esso si manifesta entro 6 mesi dalla consegna, si presume che si tratti di un difetto originario e, come tale, non causato dal consumatore: la prova contraria, in tal caso, sarà ovviamente a carico del venditore.

E’ bene ricordare che il consumatore deve rivolgersi sempre al venditore: se il venditore si rifiuta di accettare il bene in riparazione commette una grave scorrettezza che può essere segnalata alla polizia municipale ed anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Inoltre per avere assistenza è possibile contattare i nostri esperti attraverso lo sportello sul nostro sito (clicca qui) 

Qualora siano decorsi i termini della garanzia legale il consumatore potrà utilizzare la garanzia convenzionale che generalmente ha una durata maggiore.

Per avere maggiori informazioni su garanzia legale e convenzionale clicca qui

 

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 14 settembre 2015

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Nicola De Marzi

La segnalazione del difetto deve essere formale (mediante raccomandata AR)o è sufficiente che sia provabile (una email con data di invio)? Una segnalazione verbale (telefonata) ha effetto sulla decorrenza dei termini? Esempio. Se subito dopo aver notato il difetto lo segnalo verbalmente al venditore chiedendo il suo intervento, ma lui non interviene e io aspetto più di 2 mesi per passare ad una comunicazione scritta, può il venditore dire che sono trascorsi 2 mesi e quindi ho perso il diritto alla riparazione/sostituzione in garanzia)?

La Redazione UNC
La Redazione UNC

Secondo il Codice del consumo, bisogna dar la prova della data della denuncia del difetto: quindi dovrebbe essere fatta per iscritto, ma non necessariamente via email.
Naturalmente ogni problema è risolto se il venditore riconosce il difetto (o conferma di aver ricevuto una denuncia nei tempi).
Per approfondire, però, sarebbe meglio capire di che prodotto si tratta. Per questo è consigliabile scrivere allo sportello di assistenza:http://www.consumatori.it/segnalaci-il-tuo-problema/

Nicola De Marzi

Già fatto, grazie; in attesa di risposta. Noterete che il caso è un poco particolare: non un “bene di consumo” come esplicitamente definito dal Codice del Consumo.
La domanda posta qui sulle modalità di notifica del difetto è invece in termini generici, e ringrazio della risposta.
Temo però che per tutelarsi contro venditori non-collaboranti per ignoranza o disonestà l’unico modo per notificare loro il difetto sia a mezzo raccomandata AR, o con l’equivalente posta elettronica certificata (non email comune).

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