ASSICURAZIONI – Primi raggiri sulla norma “liberalizzazioni”

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 18 febbraio 2012 – "Fatta la legge, le compagnie di assicurazione hanno già trovato l’inganno". E’ questo il giudizio di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), rispetto alla recente entrata in vigore dell’art. 34 del "Decreto Liberalizzazioni" che prevede l’obbligo di confronto delle tariffe R.C. Auto.

"La legge -spiega Dona- ha previsto che gli intermediari del ramo assicurativo di danni derivanti dalla circolazione di veicoli siano  tenuti, prima della sottoscrizione del contratto, a informare il cliente su almeno tre diverse polizze di altre compagnie assicurative, ma giungono già le prime segnalazioni da parte di utenti ai quali, tra i molti moduli di cui gli agenti assicurativi richiedono la sottoscrizione, viene anonimamente sottoposta la dichiarazione con la quale il cliente afferma di aver ricevuto dette informazioni". Così però si aggira la legge, come ribadisce il segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori: "si tratta di una vera e propria violazione del dettato normativo perché l’art. 34 dice espressamente che l’intermediario è tenuto ad informare il cliente ‘in modo corretto, trasparente ed esaustivo’ e così non è se il relativo modulo è fatto firmare solo per adempiere alla formalità senza che siano effettivamente illustrati tre diversi preventivi di altre compagnie per consentire una maggiore scelta da parte dell’utente."

"Queste tecniche -ricorda l’avvocato Dona- sono già ampiamente diffuse e dimostrano la necessità di perfezionare la norma: per questo abbiamo richiesto al Governo di prevedere l’obbligo di allegare anche i tre preventivi alla documentazione da consegnare al cliente”.

Fin d’ora è il caso di ricordare a tutti i consumatori che ogni irregolarità può essere segnalata ai nostri sportelli (info@consumatori.it) ma anche all’ISVAP ed all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato perché secondo la normativa vigente (art. 34, 3 comma, D.L. n. 1/2012), il mancato adempimento dell’obbligo di corretta informazione comporta l’irrogazione da parte dell’ISVAP a carico della compagnia che ha conferito il mandato all’agente, che risponde in solido con questo, di una sanzione da euro 50.000 ad euro 100.000.

 

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