BLOCCO DEI TIR – Dal fruttivendolo come in gioielleria!

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 24 gennaio 2012 –  “I consumatori non devono pagare per la protesta, seppur legittima, degli autotrasportatori”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), riferendosi al blocco dei tir che sta paralizzando l’Italia.

“Il trasporto delle merci nel nostro Paese -ricorda Dona- avviene quasi completamente su gomma mediante camion attrezzati con celle frigorifere o comunque in modo tale da garantire il mantenimento di buone condizioni di commestibilità per tempi ragionevoli. Le attuali agitazioni dei camionisti hanno di fatto bloccato parte del flusso delle derrate alimentari verso le strutture commerciali e la prima conseguenza è quella di una rarefazione degli alimenti in vendita. Se il blocco si protrae per lungo tempo -prosegue il Segretario generale- potrebbe esserci il rischio che alcuni alimenti freschi si guastino e quindi finiscano nella spazzatura”.

“Un altro problema  -aggiunge Agostino Macrì, esperto per la sicurezza alimentare dell’ UNC- riguarda la produzione primaria agricola e zootecnica che non può essere arrestata (pensiamo alla produzione delle uova o del latte o alla maturazione della verdura) per cui si corre il rischio di un accumulo non facilmente gestibile nei luoghi di produzione. Peraltro questo problema riguarda soltanto i produttori nazionali perché quelli esteri possono spostare i loro prodotti verso altri mercati. Le stesse aziende alimentari -afferma Macrì- avranno dei problemi sia perché non possono smaltire le loro produzioni attuali, sia perché a lungo andare non avranno materie prime da lavorare”.

“I disagi riguarderanno anche i consumatori -sostiene Dona- non solo, infatti, alcune verdure come le zucchine e i pomodori provenienti dalla Sicilia sono già introvabili, ma il timore è che, una volta ripristinato il sistema, si aggiungano le speculazioni con i prezzi di frutta e verdura che arriveranno alle stelle”.

“Oltre ad appellarci alla correttezza dei negozianti e al senso di responsabilità dei camionisti che non prolunghino più del necessario la protesta -conclude Macrì- consigliamo ai cittadini di preferire i cibi prodotti nei luoghi vicini ed evitare accaparramenti di alimenti che potrebbero andare a male”.

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