CANONE RAI: addebitati 51,03 euro a “ritardatari”

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Comunicato Stampa Unione Nazionale Consumatori

I consumatori continuano a segnalare anomalie sulle bollette per l’addebito del canone Rai. Secondo l’Unc l’Agenzia deve sanare le posizioni senza la necessità che il consumatore sia costretto anche a presentare una domanda di rimborso

Roma, 30 luglio 2016 – Proseguono le segnalazioni dei consumatori sul canone Rai. Molti contribuenti, pur presentando la dichiarazione, hanno ricevuto lo strano addebito, nella bolletta della luce, non di 70 euro, bensì di 51,03 euro.

Si tratta del canone relativo al primo semestre. In pratica, a tutti quelli che hanno inviato la dichiarazione prima del 16 maggio, moltissimi ad esempio l’hanno spedita sabato 14, ma all’Agenzia delle entrate è pervenuta dopo il giorno 16, è stato comunque addebitato il primo semestre di abbonamento alla televisione.

Ricordiamo, infatti, che le dichiarazioni relative al quadro A, presentate dal 17 maggio al 30 giugno, avevano effetto solo per il canone dovuto per il secondo semestre del 2016 e, quindi, si perdevano i primi 6 mesi di abbonamento, pari a 51,03 euro.

Peccato che conti la data di partenza, e non quella di arrivo. Nel provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 24/3/2016 e successive modificazioni, infatti, è scritto: “La dichiarazione si considera presentata nella data di spedizione risultante dal timbro postale”. Cosa che viene poi ribadita anche nelle istruzioni allegate al modello della dichiarazione sostitutiva da compilare.

“Chiediamo che l’Agenzia delle entrate sani automaticamente ed autonomamente queste posizioni, senza necessità che il consumatore sia costretto a presentare una domanda di rimborso. E’, infatti, un errore dell’Agenzia, dovuto alla necessità di incrociare ed allineare i dati in tempo utile per poterli trasmettere all’Acquirente Unico. Un errore, però, che non possono pagare i consumatori con la necessità di ripresentare domande e carte bollate. Per non parlare dei contribuenti che non correttamente informati dei loro diritti, non presenteranno nemmeno la richiesta” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

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