CANONE RAI: violati i 60 giorni, si sposti il termine per la dichiarazione

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Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Secondo il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan i cittadini sono stati adeguatamente informati. Unc, vanno ulteriormente posticipati i termini per presentare la dichiarazione.

Roma 28 aprile 2016 – Secondo il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan “le informazioni ai cittadini sono state pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate e anche della Rai, per avvisarli sono stati diffusi due comunicati stampa e a maggio è stata programmata una campagna informativa”. Insomma, dato che la scadenza per fare domanda di esenzione è stata pure posticipata al 16 maggio, non ci sarebbero problemi.

“Peccato che sono stati violati i diritti del contribuente, che avrebbe diritto a 60 giorni per presentare la dichiarazione” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

Per l’art. 3 della  Legge n. 212/2000, infatti, meglio noto come Statuto del contribuente, “le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti”.

“Peccato che l’ultima disposizione emanata, quella che definisce cosa è una tv, precondizione per poter dichiarare di non averla, è di appena 8 giorni fa, ossia del 20 aprile, e dal 20 aprile al 16 maggio passano solo 26 giorni. Senza contare che manca ancora il decreto Mise approvato ieri dal Consiglio di Stato, che chiarisce non solo aspetti interni, come sostenuto dal Governo, ma anche che il vecchio abbonato Rai non deve fare dichiarazioni se non è anche titolare di utenza elettrica, dato che vi sarà voltura automatica tra abbonati e utenti della luce” ha proseguito Dona.

“Senza contare che non sanno ancora cosa devono fare i conviventi che non risultano nello stesso stato di famiglia, nonostante rientrino nella definizione dell’art. 4 del DPR n. 223/89, e che, quindi, compilando il modellino dove si parla di famiglia anagrafica temono di fare dichiarazione mendace,  i tutori di persone incapaci di intendere e volere, le persone anziane ricoverate in case di riposo, non in grado di fare dichiarazioni, che, essendo ancora vive, non hanno eredi che possono firmare la dichiarazione al loro posto” ha concluso Dona.

Per questo l’Unione Nazionale Consumatori ribadisce la richiesta di spostare i termini per presentare la dichiarazione al 31 maggio. L’Agenzia delle entrate, infatti, non poteva unilateralmente stabilire termini successivi al 16 maggio, visto che entro il 31/5 deve comunicare i dati all’Acquirente unico. Il Mise, invece, può spostare di 15 giorni entrambi i termini che sono contenuti, appunto, nel decreto che era stato bocciato dal Consiglio di Stato.

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