CANONE RAI: violati i diritti dei contribuenti

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Il decreto Mise, che doveva chiarire aspetti cruciali per il pagamento del canone, è ancora bloccato al Consigli di Stato. Sarà possibile pagare in bolletta a luglio come previsto?

Roma, 8 aprile, 2016 – Il presidente dell’Autorità per l’Energia, Guido Bortoni, ha dichiarato oggi a chi gli chiedeva a che punto fosse il lavoro per inserire il canone Rai nelle bollette di luglio:  “Se andrà a luglio non lo so (…) è ancora possibile, i tempi ci sono ancora”. Ha poi confermato che il decreto Mise è fermo al Consiglio di Stato per il parere.

“E’ una violazione dei diritti dei contribuenti che un decreto, che doveva essere approvato 45 giorni dopo l’entrata in vigore della legge di stabilità, entrata in vigore il 1° gennaio, non sia stato ancora varato, specie perché fissa alcuni fondamentali informazioni che il consumatore deve sapere immediatamente” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

In particolare l’Unione Nazionale Consumatori evidenzia 2 aspetti previsti nella bozza del decreto:

1) Voltura automatica tra moglie e marito.La bozza del decreto  prevede che i vecchi abbonati saranno sostituiti dal componente della famiglia che paga la luce. Nei casi, cioè, in cui il contratto della luce è intestato ad un soggetto della famiglia anagrafica diverso dall’intestatario del canone, l’Agenzia delle entrate procede alla voltura d’ufficio del canone di abbonamento televisivo al titolare del contratto di energia. Aspetto fondamentale per evitare che siano costretti a presentare l’autocertificazione entro il 30 aprile.

L’Agenzia delle entrate, vista la tempistica per le dichiarazioni, è stata costretta ad anticipare nei suoi provvedimenti che, in quel caso, marito e moglie non dovevano presentare la dichiarazione di non possesso, ma lo ha fatto prendendo per buono e per definitivo quanto previsto nel decreto Mise, in realtà, non ancora varato.

2) Pagamento in unica soluzione ed entro il 31 ottobre 2016 per chi non è titolare di utenza elettrica o per le isole.  Una circostanza molto frequente nelle case multifamiliari dove c’è un solo contatore e abitano più famiglie (genitori e figli sposati oppure fratelli vari), ma che riguarda anche i bidelli che vivono nelle scuole, i portieri di un palazzo o chi abita in quelle isole che non sono interconnesse alla rete di trasmissione nazionale. Peraltro, non si sa ancora il codice che dovrà essere utilizzato per il pagamento, che dovrà essere deciso dall’Agenzia delle entrate.

L’Unione Nazionale Consumatori chiede, infine,di rendere al più presto operativo l’innalzamento del limite di reddito per il diritto all’esenzione dal pagamento del canone Rai a favore dei soggetti di età pari o superiore a 75 anni, passato, con la legge di stabilità, da 6.713,98 ad 8000 euro. “Bisogna scongiurare il pericolo che chi supera la vecchia soglia di esenzione di 6.713,98 euro anni ma non la nuova di 8000 euro sia costretto a pagare i 100 euro, per poi chiedere il rimborso. Infine chiediamo l’estensione dell’agevolazione anche a chi ha meno di 75 anni (con riferimento al reddito della famiglia, non del singolo abbonato)” ha concluso Dona.

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Losso Salvatore

Sono un connazionale residente all’estero iscritto all’AIRE e ho un appartamento in Italia disabitato con allecciamento elettrico. Secondo la normativa della RAI, la presunzione di detenzione della televisione si applica alle utenze di fornitura elettrica nel luogo in cui il soggetto ha la residenza anagrafica. La normativa della Rai invece dovrebbe presumere che l’utente residente all’estero non detiene la televisione e come tale è esente dal pagamento del canone.

aurelia

Salve. Potevano risparmiarci questo inutile obbligo forzato a pagare un servizio mediocre, anzi scadente. Dio non lo vuole.

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