CONTRAFFAZIONE – Come difendersi dalle frodi alimentari

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 8 novembre 2012 – “L’olio d’oliva è l’alimento più contraffatto! Sempre più spesso, infatti, viene fatto passare per olio extravergine del semplice olio di semi miscelato con olio d’oliva o colorato artificialmente con clorofilla e betacarotene”. E’ quanto dichiara Agostino Macrì, esperto per la Sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), stilando la classifica dell’agropirateria e delle frodi alimentari: “Oltre all’olio, i cibi più contraffatti sono: latte e derivati, vino e miele ed anche pasta che spesso vantano una tipicità del tutto inesistente. Un caso emblematico è il ‘parmesan’ che è una copia taroccata del parmigiano”.

“Le frodi alimentari -chiarisce Macrì- possono essere di carattere commerciale o sanitario: nel primo caso producono danni economici, in quanto vengono venduti alimenti di valore commerciale inferiore a quello reale e danneggiano i produttori onesti; nel secondo, invece, possono essere dannosi per la salute perché c’è il rischio che contengano prodotti di degradazione, sostanze chimiche esogene o contaminanti microbici potenzialmente dannosi. Ovviamente tracciare un confine netto tra i due tipi è difficile in quanto nella maggior parte dei casi i due fenomeni sono coesistenti”. Leggi a riguardo l’articolo: “Frodi alimentari: sai distinguerle? "

“Per difendersi dalle frodi -consiglia l’esperto- la prima regola è leggere sempre attentamente l’etichetta del prodotto perché soltanto attraverso di essa è possibile conoscere l’esatta composizione dell’alimento (ingredienti, additivi, conservanti, ecc.), le modalità di conservazione, la scadenza, il nome del produttore, il lotto di produzione ed alle volte anche l’origine delle materie prime, tutte informazioni che consentono di essere certi su ciò che acquistiamo. E’ di fondamentale importanza leggere la data di scadenza del prodotto, in quanto una frode piuttosto comune è quella di vendere prodotti scaduti magari a prezzi stracciati. E’ comunque buona regola diffidare di prezzi di vendita estremamente bassi -conclude Agostino Macrì- soprattutto per determinati prodotti, come ad esempio l’olio extravergine di oliva, in quanto può essere sinonimo di olio di bassa qualità, magari di importazione o, peggio ancora, ‘addizionato’ con olio di semi”.

La contraffazione alimentare sarà tra gli argomenti del “Premio Vincenzo Dona – Voce dei consumatori” che si terrà il prossimo 22 Novembre (Piazza Capranica, 101 Roma –  Montecitorio Eventi ).

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cristiano

Salve, sono un cuoco appassionato del mio lavoro e cerco sempre di tutelare e valorizzare i prodotti Italiani.
Ho letto nel sito di Macdonalds (sponsor di expo) che la carne di manzo dei loro hamburger è al 100% italiana; casomai si tratta di bovini nati e allevati all’estero e macellati in Italia. Vorrei un chiarimento in merito se possibile.
Aggiungo con rammarico che a seguito della nuova normativa europea (dicembre14) sulla non obbligatorietà di scrivere in etichetta lo stabilimento di produzione ma solo la sede amministrativa dell’azienda che produce e commercializza un prodotto alimentare, ha aumentato le frodi alimentari a danno del nostro made in Italy. Posso segnalarvi se volete diversi casi proprio nell’unione Europea a nostro danno.
Aspettando una risposta
cordiali saluti

a. macrì

In effetti la carne di bovini nati, allevati e macellati in Italia è molto poca. Abbiamo un numero di animali nettamente insufficiente a soddisfare le nostre esigenze alimentari. E’ quindi assai probabile che le carni “italiane” di Mac Donalds derivino da animali nati all’estero. Le norme europee consentono comunque di chiamarle italiane. Però non posiamo che prendercela con noi stessi e con lo scarso interesse “politico” per la nostra zootecnia. Gli allevatori non riescono ad andare avanti e i messaggi demagogici “mangiate italiano” lasciano il tempo che trovano, salvo dare false certezze a chi è convinto che sia possibile avere alimenti italiani per tutti ed anche di esportarli.

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