DANONE – L’Antitrust indaga su Danaos

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 11 luglio 2012 – "Tra poco sapremo se Danone non ha perso il vizio della scorrettezza pubblicitaria". E’ questo il commento di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in merito all’avvio di un procedimento di istruttoria per pratiche commerciali scorrette disposto dall’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti di Danone Italia S.p.A. per gli spot dello yogurt “Danaos”.

"Dopo i casi che hanno riguardato il Danacol -spiega l’avvocato Dona- la società Danone è ancora sotto inchiesta a seguito di una nostra segnalazione: l’Antitrust ha chiesto chiarimenti perché nella campagna pubblicitaria (e sul sito internet della nota società alimentare) si suggerisce ad uno specifico target di consumatori l’acquisto dello yogurt ‘Danaos’, sostenendo che con la normale alimentazione sia difficile assumere il necessario apporto quotidiano di calcio”.

"Il messaggio promozionale -afferma Dona- sembrerebbe fuorviante nella misura in cui fa esplicito ricorso al confronto con alimenti di uso comune quali latte e formaggio, effettuato per suggerire l’inadeguatezza (o la non sufficienza) degli stessi e quindi delle normali abitudini alimentari. Ciò appare scorretto in quanto in contrasto con l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e in quanto sottace che l’assunzione del nutriente calcio può derivare dall’assunzione di una pluralità e varietà di alimenti, anche diversi dal latte e dal formaggio”.

“Non ci piace neppure -conclude il Segretario generale- che Danone abbia fatto rinvio alle sperimentazioni svolte (definite genericamente METODO DANAOS), specificando ‘con la collaborazione scientifica del Policlinico Gemelli’, stante l’omissione di informazioni rilevanti circa le caratteristiche, la portata e la natura della collaborazione con il noto nosocomio romano, anche in relazione a possibili approvazioni dirette e/o indirette che il prodotto avrebbe ottenuto”.

“Insomma -conclude Dona- forse il comparto alimentare sta esagerando nel presentare alimenti quasi come fossero farmaci e non ci resta che attendere la decisione dell’Antitrust per poter dire, rispetto ai molti benefici descritti negli spot, come Laooconte nell’Eneide: ‘Timeo Danaos et dona ferentes’”.

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