ENERGIA: no all’eliminazione del Mercato Tutelato, i consumatori chiedono un incontro

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A partire dal 1 gennaio 2018 tutte le famiglie saranno obbligate a scegliere un nuovo operatore sul mercato libero dell’energia in quanto sarà eliminato il mercato tutelato. Unc con le altre associazioni ha chiesto un incontro al Mise per  illustrare le criticità ed avanzare proposte relative al mercato dell’energia delineato dal DDL Concorrenza.

Roma, 6 giugno 2016 – Il 1 giugno le Associazioni dei Consumatori: ACU, ADOC, Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, CTCU, Federconsumatori, Lega Consumatori, Udicon, Unione Nazionale Consumatori hanno inviato al Ministero dello Sviluppo Economico una richiesta di incontro per poter illustrare i motivi di grave preoccupazione derivanti dall’eliminazione del Mercato Tutelato dell’energia, tra cui:

  1. A partire dal 1 gennaio 2018 tutte le famiglie saranno obbligate a scegliere un nuovo operatore sul mercato libero. La grande maggioranza rimarrà con alta probabilità con lo stesso operatore. Si delineerà così la stessa situazione oligopolistica ante liberalizzazione, molto vicina a un monopolio, con la differenza che all’epoca il monopolio era pubblico. Ancora peggiore sarebbe l’ipotesi che i clienti che non avranno scelto il proprio venditore, siano riforniti da un “servizio di salvaguardia a condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero”.  Infatti, questo servizio verrà svolto a “prezzi molto alti”, appositamente elevati per incentivare le famiglie a scegliersi un nuovo fornitore nel mercato libero.
  2. Entrambe queste prospettive non potranno che avere come conseguenza un aumento dei prezzi di elettricità e gas per i clienti domestici. E saranno soprattutto i consumatori vulnerabili quelli più esposti, perché meno capaci di valutare tutte le diverse e più nascoste clausole di un contratto sul mercato libero.
  3. L’Autorità per l’energia non stabilirà più i prezzi di riferimento per elettricità e gas per i clienti domestici. Il meccanismo dei prezzi di riferimento, fissati trimestralmente dall’Autorità per il Mercato Tutelato, rappresenta un benchmark che ostacola efficacemente comportamenti collusivi fra le Società energetiche. Eliminando i prezzi di riferimento, gli operatori potrebbero infatti fissare i propri prezzi senza confrontarsi con alcun benchmark.
  4. Inoltre, fatto gravissimo, da anni denunciamo all’Autorità per l’Energia, al Governo e al Parlamento, come il Mercato Libero dell’energia sia ancora costellato di pratiche commerciali scorrette e caratterizzato da scarsa trasparenza nelle offerte.

Tutte queste criticità lasciano emergere con chiarezza i rischi a cui verranno esposti i cittadini se il Mercato Tutelato dovesse scomparire con i tempi e le modalità previste. Per questo vorremmo che il Ministero si aprisse al confronto e, approfittando della discussione parlamentare, potremmo avanzare proposte e miglioramenti normativi nell’ottica di favorire l’affermarsi di una vera concorrenza nel settore, in grado di offrire ai cittadini forniture di elettricità e gas a prezzi equi e competitivi, insieme a servizi sempre più conformi alle esigenze di una società in costante evoluzione.

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