EQUO COMPENSO – Una tassa iniqua sui consumi

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 6 aprile 2010 – A parole, il Governo dichiara di voler sostenere la domanda, nei fatti introduce una nuova tassa sui consumi, pagata dai consumatori finali, ma che potrebbe portare ad una contrazione delle vendite a tutto svantaggio dell’industria di settore. In sostanza, quanto recentemente approvato a livello nazionale in tema di armonizzazione tra diritto d’autore e diritto del consumatore, risulta in palese contraddizione sia con la normativa Comunitaria in tema di aiuti di Stato, sia sotto il profilo del diritto amministrativo nazionale, in quanto lesivo della riserva di legge in materia tributaria. A trarne vantaggio, unicamente le casse della SIAE, che senza alcuno sforzo si vedono nella condizione di poter duplicare i propri introiti.

Con queste motivazioni, 7 Associazioni dei Consumatori iscritte al Consiglio Nazionale Consumatori ed Utenti (Adiconsum, Altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino e la nostra Unione Nazionale Consumatori) bocciano senza appello il decreto Bondi sull’equo compenso, con il quale è stato esteso il prelievo da parte della SIAE di una quota di prezzo destinato a remunerare gli autori per la copia privata, a tutti i dispositivi dotati di memoria (telefoni cellulari, hard disk, decoder, etc.). Tradotto, ne aumenterà il relativo costo: di circa 4€ per una semplice pen drive, anche di 30€ per alcuni hard disk. E di questi tempi, a risentirne potrebbero essere i volumi di vendita. 

“L’equo compenso -si legge nella nota congiunta delle Associazioni- rappresenta un’eredità di una cultura che fa ormai fatica ad adattarsi ad un contesto socio-economico e tecnologico cambiato, nel quale non solo molti consumatori utilizzano le nuove tecnologie, ma le stesse tecnologie digitali hanno dato vita a forme innovative di interazione sociale, rimettendo in discussione le logiche tradizionali della democrazia, della produzione e della rappresentanza”.

Oltre che di merito, le critiche attengono anche al metodo con il quale si è giunto alla nuova disciplina, lamentando l’assenza di rappresentanti dei consumatori all’interno della Comitato permanente sul diritto d’autore cui è stato affidato il compito di rivedere la materia.

Per queste ragioni i Consumatori denunciamo l’illegittimità del Decreto Bondi recante “Determinazione del compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi”, e plaudiamo alla decisione del commissario europeo alla concorrenza Joaquìn Almunia, che ha annunciato di aver aperto un’indagine.

Roma, 6 aprile 2010

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