GIUSTIZIA – Lo stop alla mediazione, ma le conciliazioni vanno avanti!

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 24 ottobre 2012 – "La soluzione alternativa delle controversie è di casa quando il cittadino si rivolge alle associazioni dei consumatori". È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando la sentenza della Corte Costituzionale che, accogliendo la questione di legittimità costituzionale sollevata dal T.A.R. Lazio, ha dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione.

"Invitiamo i cittadini che abbiano vertenze con le società telefoniche (Telecom, Tim, Vodafone, H3G, Fastweb, Wind, Teletu), con i fornitori di energia domestica (Enel, Eni, Sorgenia, Edison), con le Poste e con Alitalia, Ania, Banca Intesa Sanpaolo, Cepu, Monte dei Paschi, Unicredit -prosegue Dona- a rivolgersi ai nostri sportelli sul sito www.consumatori.it (o per telefono: 06.32600239 dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 16:00) per risolvere senza costi ogni tipo di vertenza grazie alle procedure di conciliazione attivate dall’Unione Nazionale Consumatori con le citate imprese”.

"Non ha senso rivolgersi ad un avvocato e tantomeno ad un giudice quando la somma in contestazione è di poche decine o centinaia di euro: le associazioni -conclude Massimiliano Dona- sono al servizio dei cittadini ed operano gratuitamente per chi è iscritto (o decide di farlo versando la quota di 35 Euro)".

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