ISTAT: l’aumento delle retribuzioni non è mai stato così basso, è una vergogna

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Secondo i dati Istat resi noti oggi, l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie dello 0,6% ad aprile è il più basso registrato dall’Istat in 34 anni di serie storiche, iniziate nel 1982. Per Unc va ripristinata la scala mobile.

Roma, 26 maggio 2016 – “E’ una vergogna! E’ evidente che fino a che gli stipendi restano al palo mentre le tasse e le tariffe spiccano il volo, le famiglie non ce la faranno mai ad arrivare alla fine del mese ed i consumi resteranno congelati, come dimostrano i dati di oggi delle vendite al dettaglio. Non bastano, insomma, i bonus da 80 euro una tantum, ma occorre una riforma che ripristini il diritto dei lavoratori ad avere un adeguamento dei salari al costo della vita. Per questo chiediamo il ritorno della scala mobile all’inflazione programmata” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

Da record anche i dati relativi alle tensioni contrattuali.

L’attesa media della vacanza contrattuale per l’insieme dei dipendenti è di 24,3 mesi, in crescita del 3% rispetto al record storico registrato a marzo (23,6 mesi) ed in rialzo del 18,5% rispetto ad un anno prima (20,5 mesi).

Sale anche la quota di dipendenti in attesa di rinnovo che raggiunge il 64,1% sul totale dell’economia, +8,3% su marzo 2016 e + 30,5% su aprile 2015. Anche nel settore privato la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo, pari al 53,6%, è in aumento del 13,3% sul mese precedente e del 69,6% su base annua.

“Si tratta di dati record che dimostrano la violazione dei diritti dei lavoratori e l’esistenza di un problema sociale di cui il Governo dovrebbe farsi carico, cominciando a dare il buon esempio, rispettando la sentenza della Corte Costituzionale” ha concluso Dona

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