NATALE – Il cenone si può fare low cost

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 19 dicembre 2012 – “La cena di Natale a meno di 15 euro? Non è l’offerta ingannevole di un volantino commerciale, ma il risultato dell’inchiesta UNC che dimostra come sia possibile risparmiare per la spesa dei giorni di festa”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (seguilo su Twitter @massidona), annunciando i risultati dell’analisi condotta dall’UNC sui consumi di Natale.

“Al prezzo di un cd o di due biglietti per il cinema o di un frugale aperitivo -spiega Dona- è possibile acquistare tutti gli ingredienti per il classico cenone di Natale. Secondo la nostra inchiesta, infatti, comprando il pesce, le verdure, la frutta secca, il pandoro e tutto ciò che fa parte della tradizione al discount si spendono circa 14 euro a persona. Ma occhio al canale di vendita: se si sceglie il supermercato la spesa aumenta del 31,32% (circa 20 euro a testa); all’ipermercato il prezzo aumenta del 39,51% e nei negozi al dettaglio addirittura del 44%. Se si moltiplicano i dati per il numero degli invitati ci si rende conto che il risparmio tra l’uno e l’altro canale di vendita è notevole”.

Clicca qui per leggere il menù, i prezzi ed i risultati completi della nostra inchiesta sul Natale low cost.

“Confrontando le spese -aggiunge Massimiliano Dona- ci accorgiamo che con un po’ di accortezza nella scelta del canale di vendita e ovviamente dei prodotti, si può risparmiare oltre ogni immaginazione. Dall’inchiesta emergono molti utili consigli per fare economia: un primo utile accorgimento per contenere la spesa senza rinunciare ad alcune prelibatezze tipiche del periodo -aggiunge il Segretario generale- è di differenziare i canali della spesa: acquistare al discount, al supermercato, all’ipermercato o al negozio a seconda delle esigenze può far risparmiare circa il 40% della spesa. Anche scegliere la tempistica giusta senza aspettare l’ultimo momento per quei prodotti non deteriorabili si traduce in un risparmio per il portafoglio di circa il 20%; le offerte “sottocosto” della grande distribuzione, poi, possono essere convenienti, ma è importante non esagerare con le quantità: il ‘3 X 2’ conviene solo per prodotti che hanno la scadenza lontana e che non finiranno nella spazzatura appena passato Santo Stefano”.

Nell’inchiesta anche un decalogo che può aiutare il consumatore a risparmiare il 215%.

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“Al prezzo di un cd o di due biglietti per il cinema o di un frugale aperitivo -spiega Dona- è possibile acquistare tutti gli ingredienti per il classico cenone di Natale. Secondo la nostra inchiesta, infatti, comprando il pesce, le verdure, la frutta secca, il pandoro e tutto ciò che fa parte della tradizione al discount si spendono circa 14 euro a persona. Ma occhio al canale di vendita: se si sceglie il supermercato la spesa aumenta del 31,32% (circa 20 euro a testa); all’ipermercato il prezzo aumenta del 39,51% e nei negozi al dettaglio addirittura del 44%. Se si moltiplicano i dati per il numero degli invitati ci si rende conto che il risparmio tra l’uno e l’altro canale di vendita è notevole”.

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