PREZZI: nuovo paniere Istat per il calcolo dell’inflazione

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Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Bene i nuovi ingressi, ma dubbi sui pesi. In particolare su aumento Abbigliamento e Mobili e su calo spese bancarie

Roma, 3 febbraio 2016 – Cambia il paniere dell’Istat per il calcolo dell’inflazione. “Apprezziamo l’inserimento nel paniere di alcuni prodotti di largo consumo, come le cartucce a getto d’inchiostro o i servizi assicurativi connessi all’abitazione. Qualche dubbio, invece, sui pesi del paniere. Se il calo della voce Abitazione è spiegabile con la riduzione dei prezzi energetici, meno comprensibile è l’aumento di voci come Abbigliamento e calzature o Mobili, articoli e servizi per la casa, spese non obbligate che in questo momento di crisi non ci pare abbiano registrato boom nelle vendite” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“In particolare non comprendiamo come sia possibile che sia calata la voce Altri servizi finanziari che include le spese bancarie e finanziarie. Se nel 2015, infatti, ci può essere stata una diminuzione della spesa media del conto corrente, perlomeno secondo i dati ufficiali di Bankitalia (-5,8 euro sul 2014), a partire da luglio 2016, come dimostrato da innumerevoli studi e rilevazioni, c’è stato un progressivo rialzo di tutte le commissioni. Come noto, poi, a fine anno, alcune banche hanno fatto addirittura la bella pensata di introdurre esplicitamente una tassa sui salvataggi bancari, fino a 25 euro, come contribuzione obbligatoria straordinaria per la partecipazione al Fondo Nazionale di Risoluzione. Siamo certi che questa sottovalutazione dipenda dalla diversa tempistica della rilevazione dell’Istat, evidentemente precedente agli aumenti iniziati a partire da luglio 2016, ma resta il fatto grave che ora, per tutto il 2017, sottovaluteremo il peso di questa importante voce nel calcolo dell’inflazione” prosegue Dona.

L’associazione evidenzia che il peso delle spese bancarie e finanziarie registra, rispetto al 2016, un consistente calo, pari al 4,8%. Perplessità anche per altre diminuzioni. In particolare il calo degli affitti (-0,7%) e quello della raccolta rifiuti (-2,9%).  “Non ci risulta che ci siano stati sconti sulla tariffa dei rifiuti” conclude Dona.

Bene, invece, il rialzo della fornitura acqua (+2,4%). Cali spiegabili, invece, quelli di energia elettrica e gas, dovuti all’andamento dei prezzi dei beni energetici.

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