PUBBLICITA’ – Il grande inganno delle rate

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

A seguito di una denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it), l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha condannato Mercedes per pubblicità ingannevole per le campagne Smart "Veramente sono 95 euro al mese?" e SLK "Perché mettere un tetto ai tuoi desideri?"

Roma, 21 marzo 2013 – "Un’altra bella vittoria nella nostra battaglia contro la pubblicità ingannevole, in questo caso a farne le spese è Mercedes". Con queste parole Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it) commenta il provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, accogliendo una denuncia dell’associazione, ha condannato l’impresa per le campagne pubblicitarie di Smart e SLK considerate scorrette.

"In questi ultimi mesi -prosegue Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter)- abbiamo segnalato all’AGCM numerosi spot nel settore automotive, in particolare con riguardo al tema dei finanziamenti e delle vendite a rate: i messaggi si fanno sempre più aggressivi e numerosi consumatori ci raccontano la triste esperienza di scoprire, solo una volta giunti presso il concessionario, che nelle parole dei pubblicitari ci sono molte fantasie".

"Con questa recente decisione -spiega Dino Cimaglia, componente del Direttivo dell’ Unione Nazionale Consumatori che ha seguito i procedimenti- l’Autorità ha censurato due pratiche commerciali scorrette: nel caso di Smart la cartellonistica stradale enfatizzava il costo delle rate senza precisare che i consumatori, al termine del finanziamento di tre anni, per acquisire la titolarità del veicolo avrebbero dovuto versare una maxirata finale di 5.548 euro ovvero restituire il veicolo anche se in buona parte già pagato;  le affissioni pubblicitarie di SLK, invece,  promettevano che sarebbe stato possibile acquistare una vettura con rate mensili di 249 euro senza precisare i reali costi del finanziamento”.

"C’è da augurarsi -conclude Dona- che questi provvedimenti, sempre più frequenti grazie al costante impegno dell’Antitrust,  possano spiegare alle grandi imprese e a chi si occupa di produrre le campagne pubblicitarie che l’inganno non paga e che la crisi nella quale versa il Paese non può essere risolta promettendo ai consumatori agevolazioni di pagamento che esistono solo sulla carta: in questo modo non si fa che aggravare la sfiducia dei consumatori verso il mercato".

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