RAI – La vigilanza ascolti i consumatori sul bollino

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, chiede che anche le associazioni dei consumatori siano audite in merito al contratto di servizio Rai; in particolare l’UNC condivide  la proposta del viceministro Catricalà di accrescere la trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche, contrassegnando i programmi finanziati dal canone con un apposito bollino.

Roma, 20 dicembre 2013 – "Il contratto di servizio Rai 2013-2015 proposto dal viceministro allo Sviluppo economico, Antonio Catricalà, avrà un significativo impatto per l’utenza: per questo la Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, che sta procedendo alle audizioni previste per il suo parere obbligatorio, deve incontrare anche i rappresentanti dei consumatori". E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.

"Chiediamo di essere auditi -aggiunge Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter)- anche per evitare che gli altri soggetti interessati riescano ad annacquare gli elevati livelli di tutela che il nuovo contratto di servizio intende imporre alla Rai: penso, in particolare alla condivisibile proposta del viceministro Catricalà di accrescere la trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche contrassegnando i programmi finanziati dal canone con una apposita indicazione in video o con un bollino. Solo in questo modo il telespettatore potrà giudicare se i soldi da lui spesi per la Rai sono stati impiegati correttamente, ma non solo: sarà più facile rendere anche chi opera in Rai più consapevole di svolgere un servizio pubblico e, d’altro lato, i cittadini pagheranno il canone più volentieri, mentre oggi faticano a comprendere il valore della televisione pubblica".

"Siamo consapevoli del fatto che il cosiddetto bollino ha provocato già molte discussioni -prosegue il Segretario generale- ma dobbiamo sostenerlo se è vero che quando un programma è finanziato con il canone dobbiamo pretendere più trasparenza e qualità: sono certo che alla lunga questo sistema potrà produrre effetti altamente positivi sui prodotti trasmessi dalla Rai".

"Purtroppo in questa sfida i diritti dei consumatori -conclude Massimiliano Dona- sono ostacolati da altre lobby e non capisco perché tra queste ci siano anche i sindacati che si battono perché resti l’attuale opacità nella programmazione senza distinzioni tra servizio pubblico e intrattenimento: così però rischiamo di penalizzare ancora il telespettatore che invece deve essere messo in grado di valutare come sono spesi i suoi soldi".

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