RAI – Più attenzione ai consumatori nel contratto di servizio

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Nell’ambito della consultazione pubblica avviata dal viceministro Antonio Catricalà sul rinnovo del contratto di servizio Rai, l’Unione Nazionale Consumatori ha evidenziato l’importanza di dare maggiore spazio ai temi vicini ai consumatori.

Roma, 17 luglio 2013 – "Il servizio pubblico radiotelevisivo non può sottrarsi al dovere di diffondere tra i cittadini una maggiore consapevolezza di consumo, in particolare sui temi dell’educazione economico-finanziaria, energetica e digitale". E’ quanto proclama Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it), spiegando di aver evidenziato proprio questi argomenti al viceministro dello Sviluppo economico Antonio Catricalà, che ha avviato una consultazione sull’imminente rinnovo del contratto di servizio Rai.

Inoltre, gli altri temi sollecitati dall’associazione al Ministero sono: alimentazione e corretti stili di vita; energia e sostenibilità; commercio elettronico e cittadinanza digitale; Europa e consumi transfrontalieri; tutela del mercato e Autorità di settore; contrasto alle dipendenze (dalle ludopatie agli alcolici); attenzione ai consumatori vulnerabili (minori e persone affette da disabilità); giustizia e diritti; ruolo delle associazioni dei consumatori.

"La presenza dei rappresentanti dei consumatori nei dibattiti televisivi sui temi di loro maggiore interesse -aggiunge Dona (segui @massidona su Twitter)- è attualmente sottodimensionata nei palinsesti del servizio pubblico e ciò significa rallentare ulteriormente la ripresa economica, se è vero che il consumatore fatica a riprendere fiducia nel mercato".

Massimiliano Dona non ha mancato di stigmatizzare lo scarso pluralismo televisivo dei rappresentanti dei consumatori: "recentemente la voce dei consumatori in radio e in televisione -conclude il Segretario generale- è ridotta alla presenza di pochi soggetti che monopolizzano la scena e ciò è tanto più grave considerando che si tratta di esponenti di un consumerismo non indipendente, ma collegato al movimento sindacale e a vari gruppi editoriali".

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