SALUTE – Protesi e filler, il ministro elabori un protocollo

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 9 gennaio 2012 –  “Non vorremmo che una volta aperto il ‘vaso di Pandora’ scoperchiato con lo scandalo delle protesi al seno scoprissimo una serie di trascuratezze e comportamenti irresponsabili a danno della salute dei consumatori”. E’ quando dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando la notizia del nuovo allarme nel settore della chirurgia estetica riguardante le iniezioni antirughe realizzate con prodotti non a norma.

 

“Come è possibile che non ci sia un’adeguata regolamentazione del settore o anche solo che i controlli non riescano a tenere il passo delle novità sul mercato?” si chiede Dona, che prosegue: “il solo marchio Ce non può bastare per garantire la qualità di questi prodotti che, sicuramente, non possono essere trattati come fossero comuni cerotti o disinfettanti”.

“Dopo lo scandalo delle protesi Pip, sul cui potenziale cancerogeno gli esperti stanno ancora indagando -sostiene l’avvocato Dona-  il caso dei filler dannosi per la salute rivela la mancanza di informazione di molti pazienti che spesso non sono messi a conoscenza circa i materiali impiantati, ma anche l’esistenza di un mercato parallelo a quello legale che è difficile da monitorare”.

“Senza cadere in facili allarmismi -conclude il Segretario generale- resta fondamentale l’azione di vigilanza del Ministero della Salute nelle fasi di sperimentazione, monitoraggio e anche in quella successiva delle contromisure. Nel caso delle protesi mammarie, dopo la decisione di Gran Bretagna, Venezuela, Brasile, Francia, Germania e Repubblica Ceca di consigliare la rimozione degli impianti a rischio, ci saremmo aspettati maggiore prudenza anche da parte del nostro Ministero della Salute che non ha ancora stabilito un protocollo ad hoc: per questo abbiamo scritto una formale richiesta di chiarimenti”.

Si ricorda che l’Unione Nazionale Consumatori (www.consumatori.it) è disponibile a fornire assistenza alle persone coinvolte che possono segnalare il caso all’indirizzo e-mail consulenza@consumatori.it .

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