SCUOLA: illegittimo pretendere contributi dalle famiglie

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

E’ illegittima la richiesta da parte degli Istituti scolastici di denaro alle famiglie degli studenti; come ribadito dal Ministero dell’Istruzione i contributi scolastici sono volontari.

Roma, 24 marzo 2014 – “Il contributo scolastico volontario è del tutto facoltativo ed è illegittima la pretesa di quegli istituti che lo richiedono spacciandolo per obbligatorio”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, facendo riferimento alle recenti dichiarazione del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini sulle richieste illegittime di alcuni presidi alle famiglie degli studenti.

Una circolare del Ministero dell’Istruzione di qualche anno fa chiarisce bene che: “In ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità, non è consentito richiedere alle famiglie contributi obbligatori di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro), fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es.: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.). Eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria”.

“Ricordiamo -prosegue Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter)- che le tasse obbligatorie sono riconoscibili, peraltro, perché intestate all’Agenzia delle Entrate e mai alla scuola. Inoltre, per quanto riguarda le famiglie che decidano di contribuire, hanno il diritto di ricevere dalla scuola informazioni specifiche in merito all’utilizzo del versamento e che tale contributo (letteralmente ‘erogazione liberale’) è detraibile nella dichiarazione dei redditi nella misura del 19% (nel rigo E19, codice 31). Per evitare brutte sorprese -conclude l’avvocato- consigliamo nel momento in cui si raccolgono informazioni sull’istituto presso il quale si ha intenzione di iscrivere i propri figli, di valutare l’ammontare della somma richiesta in qualità di contributo volontario e quale tipo di attività o spese andrà a coprire tale somma”.

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Loris2

Come si interviene quando una scuola chiede il contributo volontario scolastico in forma obbligatoria? Esistono forme di supporto alle famiglie che abbiano avuto di queste esperienze?
“Le segnalazioni delle famiglie, che lamentano tale atteggiamento da parte degli Istituti, una volta pervenute a questo Dipartimento vengono trasmesse agli Uffici Scolastici Regionali di riferimento. Questi ultimi, nell’ambito delle proprie specifiche competenze, attuano le opportune verifiche, caso per caso, assumendo le azioni necessarie, anche di carattere sanzionatorio, nei confronti delle scuole contestate. Ricordo che all’interno di questo Dipartimento esiste un ufficio preposto alla consulenza e all’assistenza nei confronti dei genitori che intendano raccontare la propria esperienza in merito. A tal fine, è possibile scrivere all’indirizzo email: iostudio@istruzione.it.”

giggig

nella domanda 2016 del liceo GB GRASSi di LAtina è esplicitamente evidenziato la voce CONTRIBUTO LIBERALE E POI INSERISCONO IL PREZZO 90+10=100 euro
che ladri!!

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