SICUREZZA ALIMENTARE – Quanta carne di cavallo c’è in giro?

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Nuovi casi di carne di cavallo non dichiarata in etichetta, questa volta nel sugo ragù Star; numerosi consumatori scrivono agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it) per avere chiarimenti.

Roma, 8 marzo 2013 – “Non è in gioco la salute dei consumatori, ma l’obbligo di trasparenza nei loro confronti”. E’ quanto dichiara Agostino Macrì, esperto di sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it), commentando l’ennesimo caso di carne equina, non dichiarata in etichetta, riscontrato questa volta nel sugo ragù Star.

“Il dato che accomuna tutti gli episodi -afferma Macrì- è che la carne utilizzata proviene dall’ est Europa: evidentemente il prezzo era allettante e molte aziende l’hanno acquistata, fidandosi della certificazione dei produttori, senza fare i necessari prescritti controlli.

Hanno ragione, dunque, le aziende cha hanno immesso nel loro ciclo di lavorazione la carne equina nel dire di essere i primi truffati, ma è altrettanto vero che sono gravemente colpevoli di non avere effettuato i controlli previsti, in quanto ogni azienda alimentare deve esercitare una costante azione di autocontrollo in tutte le fasi della produzione ed ovviamente ha l’obbligo di controllare la composizione delle materie prime che adopera”.

“Dopo questo ennesimo caso -sostiene l’esperto- i consumatori ci chiedono se esiste il rischio di trovare la carne di cavallo anche in altri prodotti (confezionati o freschi); è bene ricordare, dunque, che da un punto di vista di sicurezza alimentare la presenza di carne equina può risultare dannosa solo per le persone che fossero allergiche. Non si può ignorare, però, che un gran numero di consumatori non desidera assolutamente mangiare carne di cavallo e questo comportamento alimentare deve essere rispettato.

Per questo motivo il consiglio che possiamo dare -conclude Macrì- è di non acquistare in questo momento (finché il problema non sarà risolto) i prodotti sospetti; nel caso che invece siano stati già comprati  è opportuno riconsegnarli al negozio, chiedendo il rimborso delle spese sostenute: i negozianti potranno a loro volta rivalersi sulle aziende fornitrici”.

Per maggiori informazioni leggi i consigli di Agostino Macrì “Carne di cavallo: le domande dei consumatori” o scrivi a info@consumatori.it

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