TELEFONIA: come evitare le sorprese in bolletta

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Centinaia di segnalazioni sono giunte, nel periodo estivo, agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori sui servizi non richiesti della telefonia: come comportarsi per evitare amare sorprese in bolletta? Ecco i nostri consigli…

Roma, 11 settembre 2014 – “Un’estate calda per la telefonia, è proprio il caso di dirlo, viste le centinaia di segnalazioni giunte ai nostri sportelli, che coinvolgono i principali operatori della rete fissa e mobile del Paese”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Sia per email che su Twitter -afferma Dona (segui  @massidona su Twitter)-  numerosi consumatori, nel mese di agosto, ma anche in questi primi giorni di settembre, ci hanno scritto denunciando amare sorprese sul conto telefonico a causa dell’attivazione di servizi non richiesti. I casi sono diversi: c’è chi navigando o giocando con lo smartphone si ritrova abbonato ad un servizio a pagamento per aver accidentalmente sfiorato un banner pubblicitario; in molti, poi, denunciano di aver scoperto troppo tardi di aver superato le soglie previste dal proprio piano tariffario, navigando su contenuti a pagamento non segnalati; così come è molto diffuso il caso di chi  riceve sms con contenuti a pagamento pur non avendone mai fatto richiesta!”

“Se dunque vi siete ritrovati un’amara sorpresa in bolletta per aver usufruito di un servizio extra che non era segnalato -afferma l’avvocato Dona- la prima cosa da fare è contattare immediatamente il gestore, inviando un reclamo scritto (tramite fax, portale on-line, canale dedicato o raccomandata con avviso di ricevimento) per contestare le somme ingiustamente addebitate e richiedere il rimborso, dichiarando esplicitamente di non aver mai richiesto l’abbonamento. In alcuni casi l’attivazione di un servizio non richiesto avviene tramite un sms da parte dell’azienda erogatrice del servizio: in questo caso è necessario inviare la richiesta di blocco non solo all’operatore ma anche all’azienda. Sarà ad ogni modo l’operatore a dover fornire un riscontro: se così non è (o il riscontro risulta essere insoddisfacente), ricordiamo che gli esperti della nostra associazione sono a disposizione degli iscritti ed è possibile contattarli mandando un’email all’indirizzo consulenza@consumatori.it, indicando nell’oggetto ‘servizi non richiesti'”.

“Attenzione anche alle app -aggiunge Massimiliano Dona- alcune sono a pagamento, ma anche se la maggior parte sono gratuite, capita spesso di scaricare un’applicazione apparentemente gratis, come un gioco, per poi accorgersi che qualche clic è a pagamento. Consigliamo, dunque, di controllare periodicamente il dettaglio del proprio credito al fine di evitare ulteriori sorprese ed agire tempestivamente; inoltre, è una buona regola selezionare nelle impostazioni dello smartphone l’aggiornamento (che spesso è a pagamento) solo se autorizzato dall’utente”.

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Umberto Bonfatti

Considerazione ingenue e (probabilmente ) inutili, le aziende non ne rispondono, si fanno di nebbia……….. E comunque, quando intervengono le eventuali sanzioni, al massino pagano una multa??!! ma non resituiscono il maltolto (quindi a loro conviene)

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