TRASPORTI – Difendiamo il servizio ferroviario regionale

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Il servizio ferroviario regionale soffre in Italia forti criticità derivanti da decenni di investimenti insufficienti, cui, nelle ultime stagioni, si è aggiunto il taglio di spesa sui trasferimenti, che ha generato gravi carenze in termini di pulizie, manutenzioni, carenza di scorte, le quali, inevitabilmente, si traducono in minore affidabilità e puntualità delle corse. Il parziale “federalismo” attuato nel 1997 ha delegato alle Regioni la responsabilità di stipulare i contratti di servizio senza però dotarle di adeguate risorse finanziarie e ha accresciuto il divario sulla qualità delle prestazioni nelle diverse parti del Paese (in ogni caso insoddisfacente ovunque), accentuando la marginalità del Mezzogiorno.

L’enfasi al risultato economico, propria dell’attuale vertice del Gruppo Fs, dimentico della funzione pubblica dell’impresa che è chiamato a gestire, ha portato a concentrare l’attenzione unicamente ai servizi “di mercato” – in primis la nuova relazione veloce Torino-Napoli – trascurando (e, spesso, addirittura deliberatamente smantellando) il servizio universale sulle rotte a lunga distanza ed interregionali. In tal modo, l’Alta Velocità non è riuscita a promuovere, come è avvenuto altrove, lo sviluppo equilibrato del trasporto su rotaia sull’intero territorio nazionale, proprio nel momento in cui, complice anche la crisi economica e la congestione delle aree metropolitane, cresce significativamente la domanda di treno.

In queste circostanze riteniamo indispensabile costituire un coordinamento autorevole di tutte le forze – associazioni di consumatori e utenti, comitati pendolari, ambientalisti sensibili alla mobilità sostenibile – che possa confrontarsi autorevolmente con il Governo, le Regioni, il Gruppo Fs e gli altri protagonisti delle politiche dei trasporti al fine di:

–    difendere ed aggiornare il concetto di “servizio universale”, individuando le relazioni a lunga distanza nord-sud (diurne e notturne), quelle interregionali e quelle internazionali su cui garantire il diritto alla mobilità dei cittadini, anche attraverso l’integrazione (modale e tariffaria) con l’Alta Velocità e gli altri vettori (collegamenti con porti, aeroporti etc.);

–    assicurare gli investimenti necessari ad ammodernare e potenziare il servizio su ferro nelle aree metropolitane (adeguamento dei nodi, servizi cadenzati, materiale rotabile adeguato, organizzazione di reti che mettano in sinergia i sistemi urbani ed i punti di interscambio con auto, moto, bici, car sharing etc.);

–    difendere il trasporto ferroviario regionale adeguatamente capillare, attraverso forme di gestione snelle e poco costose (tram-treni, servizi a spola etc), anche attraverso la messa a gara degli stessi, previa individuazione di contributi di esercizio adeguati a garantire livelli qualitativi accettabili e capaci di intercettare la domanda locale di mobilità;

–    salvaguardare il patrimonio infrastrutturale del nostro Paese, individuando i tracciati ferroviari dismessi, ma ancora recuperabili, onde valutare caso per caso l’opportunità di ripristinare il servizio su rotaia adeguato alle nuove esigenze di spostamento, oppure trasformare i sedimi stessi in itinerari ciclopedonali che consentano di preservare le opere d’arte (ponti, gallerie, stazioni etc.), in attesa che maturino le condizioni favorevoli al ripristino della ferrovia.

Comitato Promotore Forum Nazionale TPL:

ALTROCONSUMO, ADOC, ASSOCONSUM, ASSOUTENTI, CASA DEL CONSUMATORE, CITTADINANZATTIVA, CODACONS, CONFCONSUMATORI, CODICI, FEDERCONSUMATORI, FORUM LIGURE TPL, LEGAMBIENTE, LEGA CONSUMATORI, MOVIMENTO CONSUMATORI, MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO, UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI, WWF ITALIA.

LA SEDE PRECISA DELL’ASSEMBLEA VERRA’ COMUNICATA SUCCESSIVAMENTE

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Il servizio ferroviario regionale soffre in Italia forti criticità derivanti da decenni di investimenti insufficienti, cui, nelle ultime stagioni, si è aggiunto il taglio di spesa sui trasferimenti, che ha generato gravi carenze in termini di pulizie, manutenzioni, carenza di scorte, le quali, inevitabilmente, si traducono in minore affidabilità e puntualità delle corse. Il parziale “federalismo” attuato nel 1997 ha delegato alle Regioni la responsabilità di stipulare i contratti di servizio senza però dotarle di adeguate risorse finanziarie e ha accresciuto il divario sulla qualità delle prestazioni nelle diverse parti del Paese (in ogni caso insoddisfacente ovunque), accentuando la marginalità del Mezzogiorno.

L’enfasi al risultato economico, propria dell’attuale vertice del Gruppo Fs, dimentico della funzione pubblica dell’impresa che è chiamato a gestire, ha portato a concentrare l’attenzione unicamente ai servizi “di mercato” – in primis la nuova relazione veloce Torino-Napoli – trascurando (e, spesso, addirittura deliberatamente smantellando) il servizio universale sulle rotte a lunga distanza ed interregionali. In tal modo, l’Alta Velocità non è riuscita a promuovere, come è avvenuto altrove, lo sviluppo equilibrato del trasporto su rotaia sull’intero territorio nazionale, proprio nel momento in cui, complice anche la crisi economica e la congestione delle aree metropolitane, cresce significativamente la domanda di treno.

In queste circostanze riteniamo indispensabile costituire un coordinamento autorevole di tutte le forze – associazioni di consumatori e utenti, comitati pendolari, ambientalisti sensibili alla mobilità sostenibile – che possa confrontarsi autorevolmente con il Governo, le Regioni, il Gruppo Fs e gli altri protagonisti delle politiche dei trasporti al fine di:

–    difendere ed aggiornare il concetto di “servizio universale”, individuando le relazioni a lunga distanza nord-sud (diurne e notturne), quelle interregionali e quelle internazionali su cui garantire il diritto alla mobilità dei cittadini, anche attraverso l’integrazione (modale e tariffaria) con l’Alta Velocità e gli altri vettori (collegamenti con porti, aeroporti etc.);

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–    difendere il trasporto ferroviario regionale adeguatamente capillare, attraverso forme di gestione snelle e poco costose (tram-treni, servizi a spola etc), anche attraverso la messa a gara degli stessi, previa individuazione di contributi di esercizio adeguati a garantire livelli qualitativi accettabili e capaci di intercettare la domanda locale di mobilità;

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© 2016 Unione Nazionale Consumatori
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