UOVA DI PASQUA – Come scegliere il cioccolato di qualità

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Le festività pasquali sono alle porte. Ma come scegliere l’uovo di cioccolato di qualità? Ecco i consigli dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it).

Roma, 25 marzo 2013 – "Con le festività pasquali alle porte, acquistiamo le uova di cioccolato prestando attenzione alla qualità!” E’ quanto ricorda Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it), che prosegue: “spesso si tratta di prodotti ‘civetta’ che vengono venduti a prezzi molto bassi per indurre il consumatore a comprare anche altro. Il consiglio è quello di approfittare delle occasioni, ma sempre leggendo con molta cura le indicazioni riportate in etichetta”.

“Attenzione dunque -ricorda Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter)- alla data di scadenza del prodotto e alla qualità del cioccolato: solo il ‘cioccolato puro’ non contiene oli tropicali o altri grassi vegetali; in caso contrario, deve essere riportata la dicitura ‘contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao’, dicitura che deve essere ben visibile e chiaramente leggibile in modo da essere di facile e immediata consultazione per il consumatore. Se poi l’etichetta riporta l’indicazione cioccolato ‘finissimo’ o ‘superiore’ -aggiunge il Segretario generale dell’UNC- il contenuto di cacao deve essere almeno il 43%, mentre se nell’elenco degli ingredienti è dichiarato ‘cioccolato comune’, la qualità è più scadente poiché il cacao è il 25% e l’uovo di Pasqua deve costare di meno”.

“Non dimentichiamo infine che l’etichetta può fornire indicazioni utili anche sul prezzo adeguato del prodotto: considerato il contenuto in cacao della cioccolata (inferiore al 50%) e valutati i costi di produzione, di confezione e della sorpresa, un prezzo ragionevole -conclude Dona- dovrebbe aggirarsi tra i 35 e i 45 euro al Kg”.

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“Attenzione dunque -ricorda Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter)- alla data di scadenza del prodotto e alla qualità del cioccolato: solo il ‘cioccolato puro’ non contiene oli tropicali o altri grassi vegetali; in caso contrario, deve essere riportata la dicitura ‘contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao’, dicitura che deve essere ben visibile e chiaramente leggibile in modo da essere di facile e immediata consultazione per il consumatore. Se poi l’etichetta riporta l’indicazione cioccolato ‘finissimo’ o ‘superiore’ -aggiunge il Segretario generale dell’UNC- il contenuto di cacao deve essere almeno il 43%, mentre se nell’elenco degli ingredienti è dichiarato ‘cioccolato comune’, la qualità è più scadente poiché il cacao è il 25% e l’uovo di Pasqua deve costare di meno”.

“Non dimentichiamo infine che l’etichetta può fornire indicazioni utili anche sul prezzo adeguato del prodotto: considerato il contenuto in cacao della cioccolata (inferiore al 50%) e valutati i costi di produzione, di confezione e della sorpresa, un prezzo ragionevole -conclude Dona- dovrebbe aggirarsi tra i 35 e i 45 euro al Kg”.

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