| TRASPORTI - STRETTA SUI PENDOLARI |
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Newsletter dell'Unione Nazionale Consumatori Cerca un'altra notizia 112 (SdC – lug. 10) – Continuano a far discutere le misure di austerità imposte alle Regioni. Dall’indagine realizzata dall’Associazione trasporti emerge il nuovo quadro dei trasporti pubblici sul territorio nazionale: al rischio di far fronte ad una diminuzione del numero di autobus e metro in circolazione si aggiunge quello di assistere ad un rincaro di biglietti ed abbonamenti compreso tra il 36% ed il 72%. Quali le conseguenze per il consumatore? Sempre secondo l’ASSTRA, associazione che riunisce le aziende del trasporto pubblico in Italia, circa 270 milioni di utenti ogni anno potrebbero abbandonare il servizio pubblico (autobus, metropolitane, ferrovie) in favore del trasporto privato; si tratterebbe per la maggior parte di lavoratori e studenti. “I tagli previsti dalla manovra sono la condanna a morte del sistema dei trasporti pubblici locali”, spiega Marcello Panettoni, presidente di ASSTRA. Resta inoltre da considerare l’insieme dei problemi derivanti dall’intensificazione dell’utilizzo dei mezzi privati, quali il maggiore traffico soprattutto nei centri urbani e la crescita dei livelli di inquinamento atmosferico. Le aziende dei trasporti sono tuttavia al lavoro per proporre delle alternative. Una delle soluzioni più gettonate rimane quella dell’aumento delle tariffe. Ad esempio, se sarà confermata la riduzione delle risorse per i trasporti del 10%, si dovrà far fronte ad un aumento delle tariffe del 36%: un biglietto orario del costo di 1,04 euro costerebbe 1,40 euro, mentre un abbonamento mensile di 32 euro salirebbe a 43,50 euro con un aggravio per il consumatore di 130 euro l’anno.
Autore: Marco Migliaccio |







