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Quanto è democratico il televoto? PDF Stampa E-mail

Il pubblico sarà anche sovrano, come sentiamo ripetere in tanti programmi televisivi: dovrebbe essere il regno della televisione interattiva, quella che consente di essere parte dello show. Tutte balle: di prove ne abbiamo avute abbastanza, dalle intercettazioni di Fabrizio Corona che testimoniano l’irregolarità del televoto nell’edizione de La Fattoria a cui ha partecipato, alla protesta dell’orchestra di Sanremo contro i risultati delle votazioni due anni fa, solo per citare i casi più eclatanti. Eppure la gente continua a credere in questa sorta di “democrazia partecipativa” che ha il solo risultato di  generare un giro d'affari di svariati milioni di euro facendo leva sul desiderio del pubblico di sentirsi protagonista, seppur dal divano di casa propria, di quel magico mondo tutto paillettes e lustrini.

Quello che è successo, però, in questa edizione del “Grande fratello” ha davvero dello straordinario: per la prima volta nella storia dei reality, infatti, una società, in questo caso Mediaset, ha deciso di rimborsare tutti coloro che avevano espresso la loro preferenza nei televoti annullati. E' un segnale importante di rispetto nei confronti dei telespettatori, ma rappresenta anche un precedente di cui si dovrà tenere conto d'ora in avanti nel futuro del televoto.

Per chi si fosse perso qualche puntata della “saga della bestemmia”, come si sta rivelando il programma di Canale 5, ricordiamo che, per ben tre volte nel giro di un mese, l’editore Mediaset è stato costretto a bloccare le votazioni per “deprecabili episodi” all’interno della casa. Tutto è iniziato con le prime bestemmie di Matteo Casnici e Pietro Titone giustamente eliminati, come prevede il regolamento: tra il 4 e l’8 gennaio i due erano in nomination quindi è stato annullato il televoto e concesso il rimborso ai telespettatori che avevano già espresso la loro preferenza. In questa “punizione”, che doveva essere esemplare per gli altri inquilini affinché certi episodi non si ripetessero, è stato coinvolto anche Massimo Scattarella, concorrente espulso dallo scorso “GF” per aver bestemmiato, ma a cui era stato concesso il “perdono mediatico” in questa edizione proprio grazie al televoto: dunque anche per coloro che lo avevano votato ecco il rimborso.

Non c’è due senza tre: altra bestemmia, nuovo stop al televoto, ennesimo rimborso! Il 26 Gennaio, il concorrente scelto dal casting on line, Nathan Lelli si macchia di blasfemia: all’espulsione segue il consueto stop alle votazioni (in quanto Lelli era in nomination) e il messaggio, durante la diretta, della conduttrice Alessia Marcuzzi che annunciava il riaccredito degli sms o delle telefonate per quanti avevano televotato. Al peggio sembra non esserci fine: il “Grande Fratello” non ci risparmia una bestemmia in diretta (nella stessa puntata del 30 Gennaio) da parte dell’ospite in studio, Nando Colelli. In tutta questa storia, intanto, l’effettivo rimborso rimane avvolto nel mistero: alcuni operatori telefonici avrebbero, infatti, confermato la notizia, ma molti utenti sono ancora in attesa di verificare l’avvenuto riaccredito. Il rischio è che le promesse dell’emittente si rivelino parole al vento di cui solo in pochi beneficeranno a discapito dei milioni di telespettatori che hanno deciso di spendere il loro denaro per esprimere una preferenza.

Visto come sono andate le cose  e considerato che anche un’altra concorrente, Guendalina Tavassi, avrebbe bestemmiato (ma inspiegabilmente non è stata eliminata dal gioco), quest’anno alla produzione converrebbe bloccare definitivamente il televoto e lasciare le sorti dei concorrenti ufficialmente nelle mani degli autori. “Ufficialmente” perché il dubbio su quanto i destini degli inquilini siano affidati agli spettatori rimane: il televoto, infatti, è soprattutto un business molto produttivo che arricchisce reti televisive, titolari del format ed operatori telefonici. Non si tratta certamente di spiccioli: considerando che nelle serate finali di programmi come Amici, X Factor e Grande Fratello più di un milione di persone vota spendendo in media un euro, il calcolo è facile da fare.

Ci vorrebbe maggiore trasparenza e chiarezza affinché questo meccanismo nato per rendere partecipe il pubblico non diventi a tutti gli effetti un sistema per truffare i consumatori. Dal momento stesso in cui lo starter di turno pronuncia il rituale:  “apriamo il televoto”, fino all’istante in cui si chiudono i conteggi e naturalmente, anche nel caso di eventuali rimborsi, il procedimento non dovrebbe lasciare adito a dubbi. Il pubblico dovrebbe sapere quanto costa realmente esprimere la preferenza e quanto questa inciderà sull'esito finale, senza trucchi, aggiustamenti dell'ultima ora di giurie tecniche o scelte autoriali. Per lo stesso motivo, a scrutinio finito, sarebbe bene diffondere i numeri reali dei conteggi e non solo le percentuali. Su questa linea si muove il nuovo regolamento approvato dall’Autorità Garante nelle Comunicazioni in concomitanza con il Festival di Sanremo che mira, appunto, ad assicurare agli utenti l’affidabilità del servizio e garantire loro di partecipare seriamente alla competizione in corso.

L’Autorità ha accolto molte delle nostre richieste avanzate nella “petizione per un televoto pulito” (lanciata sul nostro sito e sulla pagina di Facebook): al bando, dunque, le telefonate provenienti da centralini e call center; tetti massimi al numero dei voti che ogni utente può inviare nella stessa sessione; chiarezza nel comunicare le informazioni principali sul funzionamento del servizio oltre alla pubblicazione anche on line dei risultati delle votazioni per almeno sessanta giorni di tempo.

Molti consumatori hanno contattato al nostra associazione segnalandoci la discrepanza tra le norme dell’Autorità e l’autoregolamentazione del “GF” o di “Amici”: non si tratta di un’inosservanza della legge ma il regolamento vale per tutte le trasmissioni iniziate dopo la sua approvazione, lo scorso 4 febbraio.

Il debutto è avvenuto in occasione del “Festival di Sanremo”, dove il nostro Segretario generale Massimiliano Dona è stato presente nelle vesti di osservatore del televoto, ma dovrebbe essere rispettato anche all’ “Isola dei Famosi”, dove invece, continuano a non mostrare i risultati delle votazioni, nonostante sia previsto dal regolamento.

 

Autore: Simona Volpe
Data: 14 marzo 2011

 

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