| DALLA UE PIU’ TUTELE PER CHI NAVIGA SU INTERNET |
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Newsletter dell'Unione Nazionale Consumatori Cerca un'altra notizia 455 (Sdc – giu. 2012) – Sono tre i “diritti” riconosciuti ai consumatori internauti in un nuovo pacchetto di misure annunciato da Neelie Kroes, commissario Ue per l’Agenda digitale. Anzitutto devono conoscere nel dettaglio le prestazioni di larga banda del contratto che sottoscrivono, e “non soltanto la velocità che si raggiunge alle 3 di mattino, ma anche quella che si può raggiungere negli orari di picco di traffico – dice il commissario – velocità in upload e download e la velocità minima garantita, quella che si può raggiungere mentre si utilizza la Tv su protocollo Internet o si esegue il download di un video on demand tramite un servizio premium”. In secondo luogo i consumatori devono ricevere informazioni chiare “sui pagamenti, con tetti fissi in base ai dati scaricati, che sono molto meglio di vaghe politiche di fair use che lasciano troppa discrezionalità ai fornitori di servizi Internet. Da ultimo, “i consumatori devono sapere se stanno bevendo champagne o un vino sgasato: se non si tratta di full Internet, non deve essere definito come tale. I regolatori nazionali dovrebbero conoscere le modalità con cui i fornitori di servizi commercializzano la loro offerta”, conclude il commissario. Un anno fa Neelie Kroes aveva posto al BEREC, l’organismo europeo dei regolatori che si occupano di network, alcuni quesiti aperti: gli utenti ricevono una giusta qualità di servizio? Quanti blocchi e colli di bottiglia si registrano sulle reti? Quanto è facile o meno per i clienti cambiare operatore e servizi? E scegliere in maniera trasparente il servizio migliore per loro, compreso l’accesso completo a Internet se lo desiderano? Oggi il BEREC ha fornito i dati secondo i quali per la maggior parte degli europei l’accesso a Internet funziona bene la maggior parte del tempo, “ma c’è bisogno di maggiori certezze regolamentari, servono azioni mirate e garanzie certe per salvaguardare i consumatori”. Principale imputato è la cosiddetta “neutralità della Rete”, ossia l’obbligo per i fornitori di veicolare il traffico su Internet senza discriminare sui contenuti: “per la prima volta sappiamo che almeno il 20%, ma potenzialmente fino al 50% degli utenti europei di banda larga mobile hanno sottoscritto contratti che consentono al loro fornitori di limitare servizi come il VoIp oppure la condivisione di file P2P”, ha concluso il commissario Ue, aggiungendo che circa il 20% degli operatori fissi, in pressoché tutti i paesi dell’Ue, mettono in atto restrizioni limitando il traffico P2P nei momenti di picco di traffico. Una misura che può riguardare fino al 95% degli utenti di un paese.
Autore: Angelo Gallipp |
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