Le pazzesche "misure minime" sulla privacy informatica

Con il decreto-legge n. 266/2004 sono state ulteriormente rinviate al 30 giugno 2005 le pazzesche disposizioni contenute negli articoli 33 e 34 del Codice della privacy (decreto legislativo n. 196/2003) in base alle quali chiunque abbia inserito nel suo computer un’agenda telefonica o un elenco dei nomi e cognomi conosciuti, con o senza relativi indirizzi, dovrà prendere alcune “misure minime” per la tutela della privacy delle persone conosciute. Se non prenderà tali misure, sarà soggetto alla pazzesca sanzione dell’arresto fino a due anni e dell’ammenda da 10.000 a 50.000 euro (articolo 169), anche se è una casalinga che ha messo nel computer nomi e telefoni delle sue amiche. Resta da vedere se la pazzesca sanzione è applicabile anche ai genitori che non hanno costretto il figlio minorenne a prendere le misure minime, che sono comprensibili soltanto a un tecnico informatico di alto livello. Infatti, entro giugno 2005 bisognerà provvedere ad una “autenticazione informatica”, adottare “procedure di gestione delle credenziali di autenticazione”, utilizzare “un sistema di autorizzazione”, “proteggere gli strumenti elettronici e i dati rispetto a trattamenti illeciti e ad accessi non consentiti”, adottare “procedure per la custodia di copie di sicurezza”, tenere “un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza”, eccetera. Chi controllerà casa per casa e ufficio per ufficio che siano eseguiti questi adempimenti pazzeschi? Non si sa, il Codice della privacy tace, come pure tace sugli ingenti costi che tutti dovranno sopportare per mettersi in regola. E infatti, si stanno moltiplicando società, cooperative e presunti tecnici che hanno fiutato l’affare e offrono i loro servizi.

Autore: Emanuele Piccari
Data: dicembre 2004