Come si commercia il pollo

commenta  |   stampa  |  pdf

1006 (Sdc – mag. 2015) – Il tessuto produttivo che garantisce i risultati particolarmente positivi del settore avicolo italiano è formato da una moltitudine di aziende agricole e industriali fortemente legate ed integrate lungo tutta la filiera. Nel Belpaese, sono più di 700 le imprese che macellano e lavorano la carne e circa 15.600 gli allevamenti di polli e tacchini. L’avicoltura viene praticata su tutto il territorio nazionale, ma è particolarmente diffusa in Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, dove si concentra più della metà del patrimonio avicolo italiano.

La filiera avicola riveste un ruolo molto importante nell’agroalimentare italiano, sia in termini strettamente economici, che per l’indotto generato. Essa produce infatti il 18% del fatturato e il 22% dell’export dell’intera industria delle carni; il 28% degli occupati, inoltre, è legato a questo settore.

Il comparto delle carni avicole è l’unico, fra quelli della zootecnia italiana, a presentare un saldo della bilancia commerciale strutturalmente e costantemente positivo, sia in quantità che in valore. L’Italia è infatti un esportatore netto di prodotti avicoli: nel 2013 sono state esportate 99.000 tonnellate di carne di pollo (per un valore economico di quasi 188 milioni di euro), a fronte di 66.000 tonnellate di prodotto importato (pari a 153 milioni di euro).

I paesi europei (in particolare Germania, Grecia, Regno Unito e Francia) costituiscono il nostro principale mercato di sbocco (circa il 60%). Nel tempo questa percentuale è diminuita (nel 2002 era l’87%), ed è aumentata, invece, la quota di export destinata ad alimentare i mercati extracomunitari, passando dal 13% nel 2002 al 40% circa nel 2013.

Sul fronte delle importazioni, si è assistito a una tendenza dal segno opposto: il peso degli approvvigionamenti dai paesi europei è aumentato dall’81% al 96%, mentre si è ridotta l’incidenza dell’import dai mercati extra-Ue (dal 19% al 4% in 10 anni). In particolare, nel 2013, oltre il 70% dell’import italiano di pollo proveniva da tre soli paesi: Germania, Paesi Bassi e Francia.

Consumare carne di pollo, insomma, più di altri prodotti alimentari di cui si sbandierano qualità “virtuose” di vario tipo, di anno in anno dà sempre più garanzie di sicurezza e di qualità.

Autore: UnaItalia
Data: 6 maggio 2015

   Hai bisogno di assistenza su questo argomento? Clicca qui!

Vuoi commentare questo articolo? Usa questo spazio.

Usa questo spazio solo per i commenti. Per le richieste di assistenza invece vai qui.

xAvvertenza

* Campi obbligatori

I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di consumatori.it e dei moderatori eccetto i commenti inseriti degli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di consumatori.it hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di consumatori.it invita ad un uso costruttivo dei commenti.

*

Unione Nazionale Consumatori è membro di TUTTOCONSUMATORI CONSUMERS INTERNATIONAL CONSUMERS' FORUM

Unione Nazionale Consumatori è membro di:
TUTTOCONSUMATORI
CONSUMERS INTERNATIONAL
CONSUMERS' FORUM

© 2016 Unione Nazionale Consumatori
© 2016 Unione Nazionale Consumatori