Festeggiamo il Natale senza eccessi

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908 (Sdc – dic. 2014) – Fra poco è Natale e, come da tradizione, in molti si stanno già preparando per gli ottimi piatti che la cucina italiana ci dà modo di preparare. I possibili menù delle Feste, in effetti, sono i più svariati e diversi in ogni Regione. Ma una cosa accomuna molti di loro: sono spesso a base di carne. Molti antipasti, primi e secondi da gustare durante i giorni di festa sono infatti una celebrazione anche per i buongustai amanti di arrosti, brasati, capponi, tacchini, salumi e molto altro ancora.

Cucinare in casa o andare al ristorante? Rispettare la tradizione o stravolgere il menù con nuove ricette più “esotiche” o innovative? Le opinioni, in questi casi, possono essere molto diverse. Solo una cosa mette (quasi) tutti d’accordo: la necessità di tutelare la salute, il portafoglio e anche l’ambiente. Con le festività, lo avrete notato, le nostre coscienze sono giustamente toccate dalle eccessive quantità di cibo cucinato e, purtroppo, buttato poi nel cassonetto. In altre parole, durante le Feste, ancor più che nel resto dell’anno, mangiamo troppo e sprechiamo di più. Con i cenoni e le veglie di fine e inizio anno, infatti, la dieta degli italiani si fa meno “mediterranea” del solito, e se da una parte le quantità di cibo consumate aumentano, dall’altra l’attività fisica si riduce (ulteriormente).

Che fare, quindi? Non per forza grandi rinunce, ma solo un po’ di attenzione. Innanzitutto, si può limitare la sovralimentazione, ridurre l’uso di grassi in cucina e soprattutto stare molto attenti a tutti gli zuccheri che ci ritroviamo intorno. Allo stesso tempo, ricordare che è meglio bere un bicchiere d’acqua in più, sia durante i pasti che non, limitando invece il consumo di bevande alcooliche e bibite gassate.

Un’altra cosa che si può fare, e che vale sia rispettando la tradizione che sperimentando nuove ricette, è quella di preferire le cotture al vapore, alla piastra, alla griglia o al forno, evitando le fritture, soprattutto se si preparano piatti a base di carne, ma anche di pesce e, perché no, di verdure. Altra cosa importante: limitare il più possibile anche l’uso del sale, cercando invece di insaporire maggiormente i piatti, se necessario, con spezie ed erbe aromatiche.

Ma la cosa più importante, lo ripetiamo ancora, è quella di evitare gli eccessi, e quindi gli sprechi. Sì, perché nonostante in questi ultimi anni si sia parlato molto, forse anche troppo, di crisi economica, di calo dei consumi e di famiglie che non riescono ad arrivare tranquille alla fine del mese, il Belpaese non sembra essersi fatto troppi scrupoli nel gettare nel cassonetto enormi quantità di cibo, carne inclusa. Ma non è forse riducendo gli sprechi, invece che rinunciando alla carne e alle ricette natalizie come sembra andare sempre più di moda, che possiamo minimizzare le nostre spese eccessive, il nostro colesterolo e, contemporaneamente, il nostro impatto sull’ambiente?

La risposta è sì, soprattutto se si considerano i numeri di uno sperpero assurdo e inaccettabile: secondo le stime FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura), quasi un miliardo (su sette) di persone che popolano il nostro pianeta non ha di che sfamarsi. E noi italiani? Ci sentiamo sempre più in colpa se ci concediamo un po’ di carne, ma buttiamo via ogni anno cibo per un valore di 18 miliardi di euro, e circa 1.600 euro a famiglia per le feste di Natale, Santo Stefano e Capodanno. Sprechi che coincidono con circa il 2,4 del PIL nazionale. Non solo, secondo una stima di Coldiretti, nella sola serata del 31 dicembre dello scorso anno si è gettato via quasi un terzo del cibo presentato a tavola, con un danno economico di circa 1,2 miliardi di euro.

Crisi o non crisi, questo assurdo sperpero di risorse (sia naturali che economiche) dovuto sostanzialmente alle nostre cattive abitudini, ai nostri stili di vita e alla nostra disattenzione può benissimo essere evitato. Pensiamoci, e non solo preparando il menù di Natale.

Autore: Assocarni
Data: 10 dicembre 2014

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