I benefici di un corretto consumo di carne

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830 (Sdc – set. 2014) – La carne, se assunta in giuste quantità, può avere effetti benefici per la nostra salute e il nostro benessere. Non è infatti un caso se, da sempre, questo importantissimo alimento è considerato una fonte di nutrienti essenziali per una crescita e uno sviluppo ottimali. In effetti un corretto consumo di carni, e soprattutto di tagli magri, può essere benefico nelle diverse fasi della vita. Come quella di crescita, durante l’adolescenza, quando i ragazzi e ancor più le ragazze hanno un maggiore fabbisogno proteico, e devono evitare il rischio di anemie da carenza di ferro.

Secondo uno studio eseguito nel 2011 da alcuni scienziati statunitensi, paragonata ad un regime alimentare privo di carne, una dieta che include tagli magri della stessa contribuisce a una migliore assunzione di proteine, selenio, tiamina e vitamina B6, senza aumentare l’apporto di grassi totali e saturi. Non solo, a differenza di alimenti a base di grassi e carboidrati, ha un elevato effetto saziante. L’effetto anti-fame è dovuto al blocco della grelina, l’ormone che stimola la fame, provocato dalla digestione delle proteine.

Mangiare carne è particolarmente indicato per alcune fasce di età, o in alcune fasi della propria vita. La gravidanza, ad esempio, è uno dei momenti in cui l’aumentato fabbisogno di sostanze nutritive è massimo. L’accresciuta esigenza di proteine, tipico di questa fase, può essere soddisfatta con un maggior consumo di alimenti proteici, carni in primis. Purché queste siano sempre ben cotte, ovviamente.

Altro periodo della vita in cui i fabbisogni di proteine sono molto elevati, dato che si è in continua crescita e che queste vengono utilizzate dall’organismo per la costruzione dei tessuti, è sicuramente l’età pediatrica. Sempre accompagnata da abbondanti quantità di frutta e verdura, la giusta quantità di cibi di origine animale permette di aumentare l’introito di vitamine del gruppo B, C e D e di sali minerali come il calcio, il ferro e lo iodio.

Il primo rischio di carenza di nutrienti per il bambino si verifica al passaggio dalla fase di allattamento a quella di svezzamento, quando è necessaria una buona dose di ferro. Come ricorda uno studio eseguito già diversi anni fa sull’argomento: “Accrescendo l’assorbimento di ferro, un’aumentata assunzione di carne durante lo svezzamento può prevenire una diminuzione della concentrazione di emoglobina nella tarda infanzia, ovvero la manifestazione dell’anemia”.

Durante il resto della vita, una dieta equilibrata rimane di fondamentale importanza per rimanere in forze e in buona salute, ma è durante la terza età che l’assunzione di proteine torna a non potere essere più sottovalutata. Infatti, come ha rivelato lo studio intitolato “Protein and older adults“, un apporto inadeguato di proteine in una persona anziana contribuisce ad aumentare la fragilità cutanea, a ridurre le capacità di recupero dell’organismo e le funzioni immunitarie, causando difficoltà e prolungamento dei tempi di guarigione dalle malattie.

Se vogliamo vivere bene, insomma, cerchiamo di avere una dieta ricca, variegata ed equilibrata, che in quanto tale non escluda niente dalla nostra tavola. Ne beneficeranno sia il nostro corpo che la nostra mente.

Autore: Assocarni
Data: 10 settembre 2014

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Mario Pandolfi per Assocarni

Gentile Costanza, il desiderio di parlare qui di temi come i benefici del consumo di carne è legato esattamente a quello che fa presente lei, sottolinenando che per uno studio che parla correttamente della carne ce ne sono decine che non lo fanno. L’informazione da anni è nettamente e indiscriminatamente sbilanciata verso il tentativo di dare alla carne un’immagine sempre e comunque negativa, dipingendola (generalmente a torto) come il male assoluto sia in termini salutistici che ambientali. Siccome non è così, è doveroso farlo sapere. Il tutto possibilmente senza scadere in ideologismi e polemiche inutili.

Le segnalo anche uno scritto della AIRC, che oltre ad essere molto autorevole ha il pregio di essere italiano. Il che non guasta, rispetto a studi americani che, in effetti, si basano su una situazione epidemiologica diversa dalla nostra: http://www.airc.it/cancro/disinformazione/proteine-origine-animale-salute/

Grazie e saluti

Costanza

Per “uno studio statunitense del 2011″ ce ne sono a decine che dicono il contrario. Tenendo presente, oltre tutto, che ormai la carne da allevamenti è piena di pesticidi e antibiotici. Mi stupisco che Unione consumatori pubblichi un testo su una materia così delicata redatto proprio dalla Assocarni!

Unione Nazionale Consumatori
Unione Nazionale Consumatori

Cara Costanza, la ringraziamo per il commento all’articolo. Comprendiamo la sua posizione e teniamo a ribadire che UNC ospita le opinioni di chiunque, purché espresse in modo civile e costruttivo. A riguardo le rispondiamo sostenendo che la maggioranza degli studi scientifici e dei nutrizionisti riconosce alla carne un ruolo fondamentale nell’alimentazione. Inoltre precisiamo che i residui di pesticidi possono trovarsi prevalentemente negli alimenti di origine vegetale quindi sono praticamente assenti nelle carni, in cui possono invece esserci residui di antibiotici. Tuttavia, almeno in Italia, i campioni risultati “contaminati” sono abbondantemente sotto lo 0,5 % (vedi risultati dei piani nazionali residui). Restiamo a disposizione per ulteriori eventuali informazioni. Cordialità.

Costanza

Non si deve trascurare la potenza degli interessi che sono sotto a questi ‘studi’. Resta il fatto che la carne proveniente da allevamenti intensivi è di animali sottoposti preventivamente a cure antibiotiche (che per l’uomo che mangia carne in abbondanza corrisponde a tre cicli antibiotici annuali); per non parlare delle farine con cui vengono nutriti. Ringrazio per lo spazio concessomi, lieta di tornare sull’argomento con dati precisi e inconfutabili, appena il tempo me lo consentirà. Rimanderei subito, comunque, ai vari scritti di Umberto Veronesi (che penso possa essere considerato uno scienziato), che da decenni va ripetendo l’inutilità e l’inopportunità, per l’uomo di oggi, di nutrirsi con carne animale. BSE (“Mucca pazza”) e SARS (“Aviaria”) la dicono lunga sul pericolo che corrono i carnivori…

Aureli

Avrei aggiunto due concetti: il primo è buona! ; il secondo : ho letto su una rivista scientifica che aumentare il contributo calorico delle proteine nella dieta permette di aumenta la perdita di peso

Ugo

Proprio ieri sera ho visto un documentario in cui spiegavano come, senza la carne, l’uomo non avrebbe potuto avere nei milleni l’evoluzione che l’ha portato a quello che è oggi in termini di intelligenza e caratteristiche fisiche.

Guido

Concordo, non appena viene introdotta la carne nella dieta del bambino se ne percepiscono immediatamente i benefici in termini di crescita fisica ed intellettuale.

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