La voce dal territorio: polizze vita e sottoscrizioni del mutuo

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912 (Sdc – dic. 2014) – La nostra rubrica “La voce dal territorio”, uno spazio dedicato alle notizie provenienti dalle delegazioni territoriali dell’Unione Nazionale Consumatori per essere costantemente aggiornati sull’attività della nostra Associazione. Oggi parliamo di… polizze vita e sottoscrizioni del mutuo

Attenzione al comportamento delle Banche in caso di abbinamento della polizza vita alla sottoscrizione del mutuo. La polizza per rischio morte, invalidità o perdita di lavoro del mutuatario è per legge facoltativa. Tuttavia è usuale e sempre più ricorrente, da parte di taluni istituti di credito, l’intenzione di vincolare l’effettiva erogazione del mutuo alla stipula della polizza vita.

In questa maniera la Banca pone in essere un comportamento ricattatorio, obbligando di fatto il mutuatario a stipulare ulteriori prodotti (in realtà facoltativi) per ottenere il mutuo. In tutti questi casi la legge consente comunque un fondamentale rimedio per contrastare il dictat delle Banche.

A un associato della Unione Nazionale Consumatori, delegazione di Andria, la Banca Popolare di Bari ha subordinato la concessione del mutuo alla sottoscrizione di una polizza vita con pagamento unico di € 8.500,00 (di cui il 50% incassato dalla stessa Banca come compenso per l’intermediazione).

Né il malcapitato cliente poteva rivolgersi ad altre Banche, avendo entro pochi giorni l’obbligo di perfezionare l’atto di acquisto dell’appartamento per scadenza del termine stabilito nel contratto preliminare. La Unione Nazionale Consumatori Delegazione di Andria ha così predisposto una missiva contenente l’esercizio del diritto di revoca o comunque di recesso nel termine di trenta giorni dalla decorrenza della polizza, così ottenendo la restituzione dell’intero importo da parte della CNP Assurances.

Importante è stata la vittoria ottenuta dalla UNC, che è così riuscita a rimediare a un abuso compiuto dalla Banca mutuante.

Di fronte a comportamenti vessatori e scorretti da parte degli istituti di credito, sempre più frequenti in questo tempo di crisi, è di fondamentale importanza adottare tutte le cautele previste dalla legge per tutelare i diritti del consumatore.

È infatti consentito esercitare il diritto di recesso (c.d. ripensamento) nel termine di giorni 30 dall’attivazione della polizza o la revoca della proposta di adesione alla polizza, quest’ultima consentita fino a quando non giunge al contraente comunicazione dell’effettiva accettazione alla proposta di adesione sottoscritta dal cliente. In quest’ultima ipotesi viene restituita l’intera somma corrisposta all’Assicurazione (come avvenuto al Ns associato), mentre nell’ipotesi del recesso viene invece trattenuto dalla Compagnia il solo importo versato dalla stessa a titolo di imposta (nel caso di specie la somma trattenuta sarebbe stata pari a circa € 300,00).

Attenzione quindi a non farsi ingannare dalle Banche che, con i tassi d’interesse al minimo storico, trovano altre strade per lucrare sugli ignari utenti, imponendo assicurazioni sulla vita in chiaro conflitto d’interesse al fine di guadagnare ingenti somme sul premio assicurativo o facendo sottoscrivere contratti di conto corrente a tutti i mutuatari o fideiussori del mutuo (in alcuni casi possono essere anche ben 4 soggetti).

Per maggiori informazioni scrivere a: francesco.fuzio@libero.it

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 10 dicembre 2014

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