Pensioni: Consulta boccia blocco perequazione

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1004 (Sdc – mag. 2015) – La norma che, per il 2012 ed il 2013, ha stabilito, “in considerazione della contingente situazione finanziaria”, che sui trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo Inps scattasse il blocco della perequazione, ossia il meccanismo che adegua le pensione al costo della vita, è incostituzionale. Lo ha deciso la Corte Costituzionale, bocciando l’art. 24, comma 25, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201.

Nella sentenza n. 70/2015, si legge: “L’interesse dei pensionati, in particolar modo di quelli titolari di trattamenti previdenziali modesti, è teso alla conservazione del potere di acquisto delle somme percepite, da cui deriva in modo consequenziale il diritto a una prestazione previdenziale adeguata. Tale diritto, costituzionalmente fondato, risulta irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio. Risultano, dunque, intaccati i diritti fondamentali connessi al rapporto previdenziale, fondati su inequivocabili parametri costituzionali: la proporzionalità del trattamento di quiescenza, inteso quale retribuzione differita (art. 36, primo comma, Cost.) e l’adeguatezza (art. 38, secondo comma, Cost.). Quest’ultimo è da intendersi quale espressione certa, anche se non esplicita, del principio di solidarietà di cui all’art. 2 Cost. e al contempo attuazione del principio di eguaglianza sostanziale di cui all’art. 3, secondo comma, Cost.”.

Secondo l’UNC, al di là dell’impatto sui conti pubblici che ora questa sentenza potrebbe produrre (le prime stime fluttuano tra 5 miliardi e 10 miliardi), le motivazioni sono ineccepibili e condivisibili. Oltre ad essere iniquo non rivalutare pensioni da 1.400 euro lorde, come se si trattasse di anziani benestanti, si tratta di una scelta economica sbagliata, che va nella direzione opposta rispetto a quella che si dovrebbe seguire per uscire da una crisi di consumi come quella attuale, ridando capacità di spesa alle famiglie. Il blocco delle pensioni, così come quello degli stipendi del pubblico impiego, saranno certo serviti nel breve periodo a fare cassa, ma non certo a rimuovere le cause della crisi italiana: il 40% degli italiani fatica ad arrivare alla fine del mese.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data
: 6 maggio 2015

 

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giuliano

oltretutto non hanno neanche tenuto conto che molti di questi pensionati avevano preso degli impegni esempio mutuo casa macchina elettrodomestici ecc.

Verdolino Giuseppe

Se non ci sono soldi a sufficienza nella busta paga, lo statale tenderà a non spendere quei pochi soldi che ha. Non comprando nulla nei mercati, questi ovviamente non venderanno nulla. Tutto questo aggrava la situazione economica del Paese in generale. Favorisce la recessione. Al contrario un pò di soldini nelle buste paghe dovrebbe favorire gli acquisti e aiutare il mercato in generale, quindi anche l’economia nazionale.

luciano

Quelli come me che si vedono ritardata la pensione d 4 anni e si devono accontentare della mobilita con 950 euro mensili,meno le spese di trasporto per attività L.S.U chi li tutela ,la CORTE COSTITUZIONALE dov’era ?

salvatore

non capisco il vicministro dell’economia quanto dice che la perequazione delle pensioni non toccherà a tutti. Ma allora la Corte Cost. ha emesso una sentenza per scherxzare? La perequazione spetta a tutti gli importi percepiti perc hè altrimenti quelli che percepiscono di meno raggiungeranno in breve tempo quelli che hanno pagato in piu’ e percepiscono di piu’.

mauro antonelli
mauro antonelli

Nella sentenza, anche se non nel dispositivo finale, la COrte scrive: “l’interesse dei pensionati, in particolar modo di quelli titolari di trattamenti previdenziali modesti..”. Quindi potrebbero prendere a pretesto questa frase per dire perequazione si fino a tot volte il minimo…

luciano

buon giorno, chiedo da profano, COME MAI LA CORTE COSTITUZIONALE CI HA MESSO 4 ANNI PER DIRE CHE LA RIFORMA FORNERO è INCOSTITUZIONALE E PER LA RIFORMA DELLE PENSIONI D’ORO CI HA MESSO UN GIORNO CIRCA?

mauro antonelli
mauro antonelli

Le vie della Corte sono infinite. Spesso per sollevare l’eccezioni di Costituzionalità bisogna trovare il percorso e il giudice giusto…

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