Pollo, come riconoscerne la freschezza?

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875 (Sdc – nov. 2014) – Qualità e freschezza sono la base di partenza da cui non si può prescindere per preparare qualsiasi buon piatto e non fanno eccezione quelli a base di pollame. Ecco alcuni indicatori che ci aiutano a leggere la freschezza della carne di pollo.

Occhio alla pelle e alla morbidezza

Il colore della pelle varia a seconda della razza, ma anche dal tipo di alimentazione del pollo. Se, ad esempio, l’alimentazione dell’animale ha una percentuale maggiore di granturco, la pelle sarà più gialla, come si preferisce al nord Italia; se saranno invece altre tipologie di cereali (soia) a prevalere nei mangimi, la pelle del pollo sarà più bianca, caratteristica più comune nel centro-sud Italia. In ogni caso la pelle stessa non deve essere né asciutta né ispessita. La cresta, quando è presente, deve apparire rossa. Più in generale la carne deve essere morbida, lucida, umida… in una parola “fresca”.

Il petto, è sicuramente uno dei tagli più apprezzati in cucina, per la sua versatilità e proprietà nutrizionali, ma anche per il suo più basso contenuto di grassi: come possiamo riconoscerne la freschezza? È necessario che le ossa del petto, come la pelle, siano elastiche; anche in questo caso la pelle deve inoltre essere sottile e fresca.

Ci vuole poi “naso” ai fini della valutazione della freschezza, non va trascurata infatti anche la sensazione olfattiva: quando si apre la confezione non vi deve sorprendere un odore troppo pungente e rancido, e, se non è stata ancora superata la data di scadenza, quell’odore darà la prova di una conservazione non scrupolosa del prodotto.

Infine la cottura: una carne non abbastanza fresca in cottura appare troppo asciutta, priva di umori, non succulenta e, anzi, con tendenza all’amaro.

Ricordiamo da ultimo l’importanza della corretta manipolazione e conservazione dei cibi a casa nostra. Il pollame va posto nel ripiano più basso del frigo, separato da altri alimenti, in contenitori ermetici, e va consumato entro 48 ore.

Autore: Unaitalia
Data: 5 novembre 2014

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ENRICO

TROPPO SUPERFICIALE IL CONSIGLIO, GLI ALLEVAMENTI SONO ORRIBILI. IL POLLO RAGGIUNGE LA MATURITA’ IN TROPPO POCO TEMPO. I CONCIMI SONO SPESSO CHIMICI. SAREBBE MEGLIO ALLEVAMENTO A TERRA ( POSSIBILMENTE NON INQUINATA O RADIOATTIVA)

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